INTERVISTA #19 // VRIM: dichiarazione di guerra e amore per il Piemonte!


Per quello che si legge online, il progetto Vrim era già in cantiere dal 2015, ma fondamentalmente non abbiamo avuto modo di ascoltare il loro operato sino al 2022, anno in cui davano alle stampe il loro full-length di debutto intitolato "Diciarassion Ëd Guèra E Grinfor". Da lì a qualche anno, l'arrivo in casa Masked Dead Records con lo split a quattro "Voces Antiqui Sanguinis".

Un progetto unico a modo suo che, grazie all'utilizzo del piemontese nelle sue lyrics, ha rapito l'attenzione del pubblico non solo in patria ma anche all'estero.
Oggi qui per parlare con loro del passato, presente e futuro della band.

Ragazzi, grazie per la vostra disponibilità!
I Vrim sono un progetto di cui si è parlato parecchio nel circuito underground nazionale. Vorrei però che ci diceste voi com'è nata la band e se effettivamente fosse vero il fatto che il progetto era già in cantiere dal 2015.
Se così fosse, perché sette anni di gestazione prima di arrivare al debutto "Diciarassion Ëd Guèra E Grinfor" del 2022?
 Ruf  Grazie a te per l’intervista!
Il 2015 è l’anno in cui D. Avait e io diamo il via ai Vrim a tutti gli effetti, definendo l’idea di base e le coordinate stilistiche. In seguito coinvolgo altri tre elementi: voce, seconda chitarra e basso. Avevamo all’epoca una line-up quasi completa, eccetto il batterista.
Tutti i pezzi dell’album "Diciarassion ëd Guèra e Grinfor" sono stati composti nell’arco del 2016/2017 da me, basandomi sui testi di D. Avait. Abbiamo fatto una sola prova con un batterista, credo nel 2017 o 2018 andando a memoria, e mi sembra proprio che quella prova sia stata registrata dal nostro ex cantante. Praticamente è l’unica traccia di quel periodo dei Vrim. Nel caso quella registrazione esista ancora e non sia stata cancellata, magari un giorno la recupererò.
Poco dopo c’è stato l’abbandono del cantante; la difficoltà nel trovare un sostituto, unita ad altri impegni personali, ha portato al momentaneo abbandono del progetto. È stato solo nel 2020/2021, in pieno periodo Covid, che mi sono messo in testa di riprendere in mano il tutto e finalizzarlo personalmente, imparando a cantare e a programmare con la drum machine. Drum machine che è presente nelle registrazioni del primo disco, riarrangiata partendo dalle mie idee di base. Già in precedenza non era affatto facile trovare un batterista, ma in quel periodo del 2021 in teoria nemmeno si poteva uscire dalla propria provincia, ed era un problema persino andare in studio a registrare, dato che sconfinava di pochi chilometri. In quelle condizioni trovare un batterista sarebbe stata praticamente un’impresa e avrebbe richiesto ulteriore tempo, così ci siamo dovuti accontentare.
Eccetto il primo pezzo strumentale, "La Generala", che è stato aggiunto in seguito, e gli altri due pezzi strumentali, "Ël Serman" e "Vent ëd Bòrea", che erano stati originariamente concepiti come intro dei brani successivi e sono stati poi riarrangiati e resi pezzi autonomi, tutto il resto è tale e quale a ciò che è stato fatto in quel periodo, salvo piccole modifiche. Anche le linee vocali realizzate dal nostro ex cantante sono state conservate per la gran parte, dato che già funzionavano.
Come si traduce in italiano "Diciarassion Ëd Guèra E Grinfor" e perché la scelta di utilizzare il piemontese come lingua per esprimere il vostro pensiero? Si tratta di qualcosa che era già in programma nel 2015 o avete poi deciso così quando hai ripreso in mano il progetto? Anche il nome del progetto è un vocabolo in piemontese?
 D.Avait  Io e Ruf siamo tra i fondatori di "Badìa Piemont" (Compagnia Piemonte), gruppo identitario che, tra i tanti eventi, ha l'onore di organizzare la "Festa dël Piemont" nel Biellese.
Il piemontese è la nostra lingua sacra, ci lega profondamente alla nostra storia, ai nostri Avi, quindi, sin da subito (2015) , abbiamo fortemente voluto un progetto di musica Metal estrema "an piemontèis" e sono nati i Vrim.
La traduzione di "Diciarassion ëd Guèra e Grinfor" è Dichiarazione di Guerra (per i nemici della nostra identità) e Amore Nobile/Alto (per il Piemonte, per la nostra storia, lingua, cultura ecc.).
La voce piemontese Vrim significa Veleno, deriva dal francese antico "Venim" a sua volta dal latino "Venenum"; stessa etimologia dell' inglese "Venom".
Che cosa è cambiato dal 2015 al momento in cui hai ripreso in mano tutto? Era davvero necessaria la pandemia per poter ritrovare — o magari riscoprire — Vrim, o si è trattato di una semplice sequenza di eventi che ti ha spinto a ritrovare una scintilla che in realtà non si era mai spenta?
 Ruf  L' idea di riprendere in mano il tutto c'è sempre stata ma veniva di volta in volta rimandata. Diciamo che la pandemia, più che necessaria, è stata un' occasione, pure se forzata, per fermarmi e dedicarmi a tutto quanto, senza distrazioni, non avendo fondamentalmente altri impegni. 
Per il resto, a livello compositivo e di approccio, non è cambiato granché. Continuo a comporre la musica basandomi sui testi scritti da D.Avait. 
Questo approccio mi permette di avere una metrica già funzionante in partenza senza dover adattare forzatamente il testo alla parte musicale. Cosa che, con una lingua diversa dall' inglese, diventerebbe parecchio complicata.
Chi fa parte della line-up attuale e come/dove hai reclutato i nuovi musicisti coinvolti?
 Ruf  Ho contattato per primo il batterista R/Z, attuale batterista degli Heathen Lifecode, per poter registrare l'EP "Voces Antiqui Sanguinis". 
Suonare dal vivo in realtà non era nei programmi, avrei voluto eventualmente farlo più avanti, ma poi si è presentata l'occasione di prendere parte ad una data "release" dello split in versione cassetta uscita con la rivista Sulphur Magazine, insieme a due delle altre tre band presenti, ovvero Ticinum e Strja. Così ho completato la line up con H/L sempre dagli Heathen Lifecode al basso e Angelo proveniente dai Deceiver, band in cui abbiamo militato insieme, alla seconda chitarra.


Trovo la musica di Vrim particolarmente epica nello stile. Se, dal punto di vista compositivo, vi basate principalmente sui testi, quanta di questa epicità si ritrova nelle liriche e quanto risulta complesso un approccio di questo tipo?
 D.Avait  Buona parte delle liriche del primo lavoro narrano le gesta eroiche dei nostri Avi. Alessandro Celi ha scritto: "Elevatosi da piccolo Stato tra i monti a potenza di rango europeo, il Piemonte... fu a lungo paragonato alla Prussia perché... tra il Cinquecento e l'Ottocento aveva compiuto un espansione sorprendente, sostenuto da un esercito che si era guadagnato sul campo di battaglia fama di combattente tenace e vittorioso". Il Piemonte è stato anche terra di Eresie; nei due pezzi dello split rievochiamo le imprese epiche dei guerriglieri Subalpini che opposero una fiera resistenza contro lo strapotere e il centralismo della Chiesa cattolica romana.
 Ruf  Questo approccio, oltre a funzionare bene dal punto di vista delle metriche, mi permette di avere già in principio un'idea di base su come sarà la canzone, sul tipo di atmosfera da dare ecc... Per cui si, sicuramente la musica riflette ciò di cui parlano i testi. La complessità riguarda l'adattare alcune parti di testo, che non sempre sono facilmente gestibili, in maniera che non sembri forzata e senza mangiarsi tutte le parole. 
Al contempo però, come ho detto, avere già il testo pronto facilita in parte il processo di composizione e offre spunti ed idee che altrimenti non avrei avuto
Esiste un brano che, a oggi, vi è rimasto particolarmente caro per il suo significato?
 D.Avait  Il testo di "Fiorton Guerié". Ci induce a calarci nel più profondo di noi stessi, ad ascoltare le voci dei nostri Avi che ci spronano ad affrontare con forza e tenacia subalpina le battaglie che la vita ci riserva, presenti e future.
 Ruf  Dico "1424" perché è stata la prima canzone composta in assoluto, oltre ad essere quella che ha ricevuto per ora maggior riscontro tra il pubblico e poi "L' Òra ant ël Kali Yuga", l' ultima dello split "Voces Antiqui Sanguinis". Musicalmente perché ad oggi è forse la canzone più lunga ed articolata e, a livello di testo, rende bene il concetto della resistenza alla dissoluzione e distruzione portate dal "Vento del Kali Yuga" che, nonostante le forze avverse non potrà mai essere estirpata del tutto ma sopravviverà sempre, mutando forma di volta in volta
In merito ai movimenti identitari e alla forte connessione con le proprie radici, scrissi per Sulphur Fanzine l'articolo di accompagnamento alla compilation che trattava proprio del Black Metal cantato in lingua locale. Secondo voi, come mai negli ultimi venticinque anni questo fenomeno ha trovato un terreno così fertile in diverse regioni italiane?
 D.Avait  Affermava Wilhelm von Humboldt: "La lingua di un popolo è il suo spirito, il suo spirito è la sua lingua". Molte Black Metal band da sempre si sono distinte per una profonda consapevolezza culturale e ricerca spirituale e nel loro cammino hanno inevitabilmente riscoperto e dato il giusto valore alle lingue storiche.
Le lingue locali nascono dalla gente, non sono state create a tavolino e recano in sé il senso di continuità con le generazioni precedenti, la profondità storica, l'identità culturale.
 Ruf  Il Black Metal fin dai suoi albori ha sempre percorso e ricercato strade alternative per distinguersi e andare contro corrente rispetto al cosiddetto "mainstream". Negli anni 90' potevano essere le registrazioni volutamente grezze, rumoristiche e non in linea con gli standard dell'epoca. Oggi il filone black metal cantato in dialetto o in lingua regionale può inserirsi in questa stessa ottica, oltre ad essere in contrapposizione alla tendenza globalista dello schiacciare, appiattire e livellare tutto verso il basso.
Per quanto riguarda l’appartenenza a una scena di nicchia (dal punto di vista linguistico) all’interno di un panorama già settoriale come quello del black metal italiano: pensate che questo "isolamento" vi abbia conferito maggiore credibilità a livello d'intenti rispetto a band più legate agli stereotipi classici del genere?
 Ruf  All'interno della scena black metal noto che c'è parecchio interesse per band che decidono di esprimersi nella propria lingua locale, anche all' estero, per cui questa caratteristica non è per forza da considerarsi un fattore limitante ma può essere anche un punto di forza e un tratto distintivo.
Per il resto non saprei. Questa non è stata una scelta pensata con l' obbiettivo di essere il più di nicchia o elitari possibile ma è stata molto naturale. La musica si è sviluppata di pari passo con i testi per cui non riesco ad immaginarmi proprio i Vrim esprimersi in una lingua diversa.  
Poi, per quanto riguarda gli stereotipi classici del genere Black Metal credo che ormai abbiano un po' perso di senso e di efficacia. Nulla contro chi si sente legato e attinge ancora ad un certo tipo di immaginario ma personalmente non mi ci vedrei.
 D.Avait  L'inferiorità numerica non ci spaventa, anzi! Siamo orgogliosi di fare parte di due scene di nicchia: piemontesismo e black metal.
Di fatto con il nostro progetto stiamo portando i Vrim e il black metal a percorrere sentieri nuovi; sono apparsi articoli su pubblicazioni stampate quali Il Biellese, Langa Astigiana; su piattaforme digitali quali facebook gli amici di From Piedmont ci fanno sempre molta reclame, mentre sul canale YouTube 9PIEMONT uscirà presto un intervista dedicata alla "Festa dël Piemont 2025" dove si parla anche dei Vrim e di black metal; quest'anno l'ultimo giornale cartaceo scritto interamente in piemontese, Piemontèis Ancheuj ospiterà un articolo che parlerà di noi e della scena.

Hear unto my voice this prophetic sound
Retreat into sacred solitude
Symbols and signs bear fruit to the wind
Horizons yield seething towers of hate
Insular strength - Invincible
(Plateau of Invincibility - Order from Chaos)

Possiamo considerare Vrim come un progetto che promuove la salvaguardia del piemontese? Se sì, quali ostacoli avete incontrato a livello regionale? Si tratta di una tutela incentivata dalle istituzioni locali o è qualcosa che, purtroppo, si sta perdendo e non viene debitamente valorizzato?
 D.Avait  I Vrim non sono direttamente impegnati a promuovere la salvaguardia del piemontese, ma danno comunque un contributo importante alla causa delle Associazioni portando con orgoglio la lingua subalpina ad esplorare nuovi sentieri.
Il piemontese è riconosciuto fin dal 1981 dal Consiglio d'Europa (Rapporto 4745) fra le lingue minoritarie europee ed è inoltre censito da parte dell'UNESCO (nel "Red book on endangered languages") tra le lingue meritevoli di tutela. La Legge Regionale 26/90 riconosce e promuove il piemontese come una delle quattro lingue autoctone della nostra terra. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il 15 dicembre 1999 l'o.d.g. N.1118 che riconosce il piemontese "lingua regionale del Piemonte".
Nonostante i primi documenti scritti in piemontese risalgono ai secoli XI-XII la nostra lingua si sta perdendo e non viene debitamente valorizzata; manca a tutt' oggi una cattedra di lingua e letteratura poiché non è ancora stata ufficialmente riconosciuta come lingua minoritaria da parte del Parlamento.


Parlando di “Voces Antiqui Sanguinis”: com’è nata la collaborazione con Masked Dead Records e quale è stato il responso del pubblico? Considerando che tre band su quattro hanno portato la propria identità linguistica sul palco, immagino ci sia stato un grande interesse. Raccontateci questa esperienza.
 Ruf  Siamo stati chiamati dai Ticinum, con cui eravamo già in contatto, che ci hanno proposto questo progetto. A noi è subito sembrata un'iniziativa molto interessante per cui abbiamo immediatamente accettato.
Il responso del pubblico per quella prima serata è stato molto buono così come l' affluenza. Sia per noi che per gli Strja era la prima data in assoluto. 
Già quella situazione portava ad un po' di tensione pre concerto ma ricordo che quel giorno ci è successo di tutto. Al batterista è venuta la febbre la sera prima e fino a metà pomeriggio del giorno stesso non sapevamo se sarebbe riuscito ad esserci. Arrivati già tardi abbiamo avuto problemi per allestire il drumset da mancino, dopodiché problemi con la pedaliera della chitarra. Insomma, è cominciato tutto in salita ma nonostante tutto siamo riusciti comunque a portare a casa uno show decoroso.
Cosa riserva il futuro per i Vrim? Quali sono i programmi, sia per quanto riguarda l’attività in studio sia per quella dal vivo?
 Ruf  Il nuovo disco è già pronto, insieme ad altri pezzi che finiranno sui successivi, per cui il materiale non manca.
Al momento abbiamo una data programmata il 30 di Aprile al Centrale Rock Pub di Erba insieme a Gorgon e Cold Raven. 
Dopodiché pensi che ci faremo rivedere a ridosso dell' uscita del nuovo disco che credo sarà a fine 2026/inizio 2027.
Grazie dell' intervista.

Comments