INTERVISTA #18 // DETHRONER: assalto all'arma bianca e ritorno dopo il debutto!


Ogni tanto capita di ascoltare gruppi che ti fanno veramente venire i brividi; quando poi il loro debutto è stampato da una label come la Unholy Domain Records, allora la qualità è garantita.
Se ancora non li avete ascoltati, nel 2024 i Dethroner di Roma esordivano con il loro massacrante omonimo: un assalto frontale black/thrash a cavallo tra scuola tedesca e brasiliana. Putridume allo stato puro che non può che farmi felice come un ragazzino delle medie alla prima sigaretta.

Appena il mese scorso sono venuto a sapere che questi ragazzi stanno per uscire in formato 7" EP per uno split con i peruviani Rito Profanatorio, che dovrebbe vedere la luce a febbraio. Come evitare, quindi, di perder tempo per saperne di più?
Salve ragazzi e grazie per la disponibilità.
Come sapete, adoro il vostro progetto e ho parlato di voi sul canale YT in molteplici occasioni. Però penso sia necessario fare il punto della situazione per chi ancora non vi conosce e non sa chi siate.
Anzitutto, che cos'è successo dal debutto ad oggi? Ho visto una ristampa in CD, merch, concerti... ma chiaramente sono più che interessato ad avere la vostra versione dei fatti!
Salve Roberto! Grazie a te per lo spazio e per l’apprezzamento che hai mostrato finora. Nell’ormai conclusosi 2025, come da te menzionato, abbiamo avuto l’onore di aprire per i Necrodeath nella loro prima data romana del tour d'addio ed è uscita una ristampa in CD dell’EP edito dalla Hell Productions (Thailandia).
Infine, abbiamo stampato il primo merch a nome Dethroner, che avevamo in mente fin dall'uscita del debutto a metà 2024. Questa primavera abbiamo registrato un inedito che apparirà nello split 7” con i Rito Profanatorio del Perù e che sarà pubblicato grazie a una collaborazione tra numerose etichette e fanzine (Destruktion Records, Morbid Oath Records, Nuclear Winter 'Zine, Hell Awaits/Evil Prevailz, Sacrifice Records e Ocsatanian Noise). La sua uscita è prevista per febbraio 2026. Con questo split vedremo la nostra prima pubblicazione stampata su vinile, cosa di cui siamo ovviamente entusiasti.
Com'è stato il responso del pubblico in Italia e all'estero per il vostro debutto? La Unholy Domain Records ha un buon seguito e chiaramente, con la ristampa per la Hell Productions, siete arrivati ad avere un seguito sicuramente vasto anche in Asia!
Sì, assolutamente. Infatti, la tape originale uscita per Unholy Domain è andata sold out in pochi mesi, così come le copie in nostro possesso. La ristampa della Hell Prod., già più numerosa (500 copie), a sua volta ci ha fatto circolare ulteriormente — complice anche la Destruktion Records, che ha diffuso il nostro nome tramite fanzine e altri mezzi, come la stampa di sticker e poster omaggio, oltre alla distribuzione della ristampa stessa — con copie del CD arrivate in Nord/Sud America e, ovviamente, in Asia. Generalmente abbiamo ricevuto apprezzamento e supporto in questo primo anno e mezzo e, potremmo dire, una prima base di seguito.
Parliamo della vostra musica: come descrivereste il vostro sound a chi non vi conosce? Una semplice miscela di thrash, death e black in pieno stile anni '80 o c'è molto di più per chi ha un orecchio attento?
È sicuramente lo stile che più ci rappresenta, essendo cresciuti con la scuola black, death e thrash anni '80, tedesca e brasiliana in primis. Abbiamo tutti consumato i grandi classici del metal estremo anni '80 durante la nostra adolescenza e la loro influenza si sente chiaramente sul nostro EP, ma questo non significa che non ci sentiamo ispirati anche da altri capolavori degli anni '90.
Non siamo mai stati d'accordo con l'idea di 'centralizzazione' del black metal nella Scandinavia degli anni '90, anche perché, per esperienze personali e fortuite, tutti noi ci siamo approcciati al genere partendo dalla prima ondata piuttosto che dalla seconda (come capita più spesso nella nostra generazione), sviluppando dunque una comprensione più cronologica dell'evoluzione del metal estremo. Negli anni '80 il concetto di black metal era già vivo e vegeto — anche se non come siamo abituati a intenderlo rispetto alla Norvegia o alla Svezia — in tanti gruppi che ci hanno ispirato come, ad esempio, Hellhammer, Sodom, Destruction, Necrodeath, Mortuary Drape, Sepultura e Sarcofago. Nonostante la preminente influenza del finire degli anni '80, il nostro range di ispirazioni si estende anche ai primi anni '90.
Sarete d'accordo con me quando dico che quelli erano anni veramente estremi e l'attitudine delle band aveva più valore della qualità delle registrazioni! È un sentimento che condividete anche voi? Come vivete, dunque, quelle influenze nel vostro quotidiano?
Per noi si tratta di un tipo ideale di suono e approccio; non pensiamo tanto a un discorso di attitudine, quanto di spontaneità e passione. Nel quotidiano cerchiamo quindi di lasciar parlare l’istinto, suonando in modo diretto e autentico. Niente di particolarmente ricercato.


Pensate che ci saranno dei cambi in futuro per quanto riguarda la vostra direzione stilistica o rimarrete "fedeli alla linea"? Inoltre, come vedete il fatto che a livello di musica estrema ci sia spesso una voglia di far evolvere il genere, contaminare senza sosta, spesso a discapito di quella che poi dovrebbe essere la natura primigena della musica suonata? Secondo voi, quando l'etichetta "black metal" smette di essere un manifesto e diventa solo una parola vuota, usata tra tante, per cercare di dare un'identità a chi non ne ha una?
È improbabile, perché prima dovremmo cambiare noi e i nostri gusti, affinché poi, di conseguenza, possa cambiare la nostra direzione. Finché è nero, nelle sue molteplici sfaccettature, pensiamo ci sia una grande varietà di approcci. La storia del Black Metal da sola mostra chiaramente la varietà, spesso regionale, di sfumature. Storciamo il naso di fronte a influenze nuove e “moderne” che cercano di renderlo più accessibile a gente proveniente da tutt’altro ascolto. Qualora in futuro dovessimo decidere di approdare in nuovi territori, non sarebbe con questo nome o con questa direzione.
Per quanto riguarda invece il vostro concept, qual è l'idea di fondo promossa dai Dethroner? Con titoli come "F.O.A.D.", "Bestial Torment" e "Soldiers of Satan", sicuramente non mi aspetto niente di pulito e poetico per palati fini. Potete parlarmi dei vostri testi e della direzione presa dalla band? Semplice celebrazione degli stilemi del genere o viva devozione per il Caprone?
Sicuramente è, come già menzionato, una celebrazione di temi che sono e saranno sempre intrinsecamente metal. Sono i temi che ci ispirano e affascinano, e che fanno da eco all'energia e all'atmosfera dei nostri pezzi. Vengono scritti solitamente dopo che la base strumentale è stata definita, per meglio adattarvisi e allo stesso tempo trarne spunto.


Soprattutto in un’epoca caratterizzata dal politicamente corretto e dalla censura, quanto è difficile portare avanti questo tipo di discorsi, sia musicali che concettuali, per una band come la vostra in Italia? Vi siete mai scontrati con persone che vi hanno giudicato negativamente perché poco conformi al loro modo di vedere la musica o il mondo?
Con i Dethroner non ci è capitato di incrociare situazioni del genere fino al momento. In generale la difficoltà potrebbe sorgere appena si supera una certa “soglia” di visibilità, esponendosi ad un pubblico estraneo. È improbabile che tra chi è familiare con questo tipo di musica si possa attivare quel tipo di dinamiche (parlando in generale).
Lo split con Rito Profanatorio viene stampato da una marea di label: Destruktion Records (Ger), Morbid Oath Records (Per), Sacrifice Records (PT), Nuclear Winter ’Zine (Ger), Hell Awaits / Evil Prevailz (Fra) e Ocsatanian Noise (Fra). Quanto è importante per voi far parte di un circuito underground nell’interesse di promuovere la vostra musica, ma allo stesso tempo mantenerla fedele a certe sonorità grazie al supporto di amanti del genere per amanti del genere?
È importante per il semplice essere parte di un circuito di band, etichette, zine e persone con un interesse comune. Sempre restando noi stessi per primi fan dei Dethroner, allo stesso tempo da soddisfazione l’apprezzamento di altri headbangers , che spesso sono anche attivi in band o etichette per cui si nutre stima a propria volta. 
Quando vedremo le copie in vendita tramite la band e cosa ci dobbiamo aspettare da Dethroner dopo questa nuova uscita e sopratutto dove potremo comprarne una copia in Italia?
L’uscita di questo Split è imminente e ne avremo disponibili alcune copie presto. Per il futuro si lavora a nuovo materiale che eventualmente si materializzerà quando sarà tempo. Sempre nella stessa vena, poco ma sicuro. 

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