INTERVISTA #13 // APPIO LATINO: ritorno alle origini e senza rimorsi..
Tra i nomi che nel 2025 mi hanno sicuramente entusiasmato — seppur chiaramente in secondo piano rispetto ad altri che hanno sfornato produzioni più patinate — quello di Appio Latino è un progetto che mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Un sound che unisce il lato selvaggio degli anni '90 a una cattiveria e una devozione al genere che non sentivo da parecchio tempo. La band è sostenuta dalla label romana Ordine Della Luce Perpetua Productions e sicuramente non cerca la gloria, ma anzi celebra la tradizione più nera.
Oggi siamo qui a parlare con Lord Alastor, cantante che presta la sua voce anche ai Noctisium e che sicuramente farà venire i brividi a chi ancora crede nella fiamma nera.
Tre demo in un anno e quest'ultima, "Domini Huius Horti", è stata assolutamente spettacolare! Mi sono sinceramente innamorato del sound "live da sala prove", una scelta che si sente raramente ai giorni nostri. Anzitutto, come vanno le cose con la band, vista l'attività incessante e, soprattutto per chi non vi conosce: chi sono gli Appio Latino?
Lord Alastor Qui Lord Alastor. Un grande saluto a te Rob; tutto alla grande, un anno fruttuoso in quanto a produzioni di demo, grazie alla mia dedizione e a quella dei miei colleghi in questo progetto.
Appio Latino nasce come una bozza, un progetto creato per nascere e morire subito dopo la prima release, ma le cose non sono andate così: il progetto è in vita e continuerà a vivere per parecchio grazie al costante supporto.
Per chi non lo conoscesse, Appio Latino è un progetto raw black metal romano, frutto della mia creazione, Lord Alastor (inizialmente batteria e voce), e di Lord Dagor (chitarre, composizioni, synth). In questi ultimi mesi l'entrata di Graf Olgen (l'attuale batterista) ha confermato la nostra line-up attuale.
Hai colto bene il punto: un raw black metal senza tempo è il nostro marchio di fabbrica. Un suono che ormai è stato abbandonato con il tempo, data la continua evoluzione di questo sottogenere del metal, ma che noi teniamo a mantenere intatto, come se la nostra musica fosse ferma in quegli anni. Non cerchiamo fama, né successo, né esibizioni dal vivo; cerchiamo solo ascoltatori devoti al vero culto del black metal.
Per quanto riguarda le tematiche, beh, siamo molto distanti da concetti come esoterismo, satanismo e chi più ne ha più ne metta. Il progetto prende il nome dal quartiere dove io e Lord Dagor siamo nati e dove attualmente viviamo: il quartiere Appio Latino di Roma, per l'appunto. Esso è contornato dalla valle dell'Appia Antica, un'immensa distesa verde di boschi e di infinite foreste che da sole, attraverso i loro suoni, raccontano l'immensa storia di Roma, delle sue visioni catacombali, dei suoi occulti misteri e delle sue gloriose battaglie. Questi sono i miei testi, questi sono i miei lamenti.
Un senso di appartenenza, quindi, molto forte e certamente legato a doppia mandata al progetto e al suo concept. Dunque, quanto risulta essere un fondamento importante per la band sentirsi parte di una storia così forte e di totale impatto, seppur la società moderna interpreti questo senso di appartenenza — troppo spesso, sfortunatamente — come politico ed ideologico, quando in realtà non è così?
Lord Alastor Assolutamente. Il nostro progetto Appio Latino è un'espressione artistica che si nutre della storia e della mitologia romana, senza alcun intento politico o ideologico. Per noi, la musica è un modo per esplorare e celebrare l'eredità culturale e spirituale dell'antica Roma, senza lasciarci coinvolgere in dibattiti politici. La politica può essere divisiva, mentre la musica dovrebbe essere un'espressione libera e personale, capace di unire le persone. Il nostro legame con la Roma antica è, più che altro, un richiamo alle radici culturali e mistiche: un modo per reinterpretare il passato in chiave del tutto personale, rifacendoci, per l'appunto, a miti e leggende.
Come mai avete sentito l’urgenza di legare riferimenti storici e mitologici così solenni a un suono tanto crudo e ostico che, di fatto, rimane indigesto ai più? Mi chiedo se questa scelta sia dettata da un semplice 'ritorno di fiamma' per certe sonorità d'altri tempi o se ci sia dietro una visione più profonda: forse il lo-fi black metal, oggi più vivo che mai, è l'unico linguaggio capace di trasmettere il decadimento e la polvere della storia senza i filtri della produzione moderna?
Lord Alastor Esattamente, la produzione lo-fi, scelta appositamente per questa e le altre release, secondo noi, è il modo più crudo e diretto di trasmettere il nostro messaggio; un approccio sicuramente poco usato ai giorni d'oggi, ma che noi riteniamo sia il modo migliore per raccontare la storia dell'antica Roma ai più appassionati del genere, quelle persone che cercano i tipici suoni che, di fatto, hanno caratterizzato la nascita del genere.
Appio Latino non è un progetto destinato alla fama mondiale, come dicevo in precedenza, ma un qualcosa di misterioso, che bisogna cercarsi da soli, solo per i veri appassionati di queste taglienti sonorità, in grado di trasmettere sensazioni univoche.
Come operate all’interno di questo progetto e cosa contraddistingue Appio Latino da Noctisium, oltre al discorso legato al concept? In maniera molto vaga, a livello di sound si può ascoltare la devozione a un black metal abrasivo e mortifero in entrambe le band; a livello di immagine e grafiche le similitudini sono innegabili, visto anche l’attaccamento a un certo tipo di musica. Non sentite il timore di mischiare le due band senza riuscire poi a capire dove finisce una e inizia l’altra?
Lord Alastor Il progetto Noctisium sta prendendo una strada differente rispetto all’altro; questo per permettergli di avere sicuramente un maggior numero di ascolti. Di fatto passerà dal raw al semplicemente black metal, alzando l’asticella della qualità e abbandonando definitivamente le registrazioni in rehearsal, cosa che con Appio Latino non accadrà mai. Sapevamo che Noctisium avrebbe fatto un salto di qualità più avanti; Appio Latino, infatti, ci permette di rimanere chiusi nella nostra bolla, se così si vuol dire, dentro quel raw black che ha dato inizio a tutto: quei suoni che solo in pochi desiderano ascoltare, e a noi va bene così.
Non rischiate però di far diventare Appio Latino una valvola di sfogo, piuttosto che una band con un’identità distinta? Avete questo timore? E se sì, come pensate di evitare questo rischio?
Lord Alastor Assolutamente no, nel modo più assoluto non abbiamo di questi timori per Noctisium ed Appio, pur avendo in parte gli stessi membri dell'altro gruppo e sound raw. In Noctisium siamo stati generici sui testi riguardanti l'antica Roma e le antiche leggende, mentre su Appio Latino più specifici. Potremmo essere definiti raw black per il sound, ma anche pagan/folk black per sound e liriche.
Qual è stata la tua evoluzione come musicista? Cosa ti ha portato a voler fare questo tipo di musica e, chiaramente, a voler entrare all'interno di una nicchia così specifica, sia dal punto di vista musicale che concettuale?
Lord Alastor Pura passione e devozione al genere: l'ascolto del black metal sin dalla più tenera età ha contribuito alla mia forma mentis musicale. Quelle sonorità grezze, quegli strumenti distanti, quelle vocals che creano atmosfere cupe ed ancestrali: sono questi gli elementi che mi hanno avvicinato al genere.
Appio Latino rappresenta la mia espressione artistica, il mio contributo che ho sempre voluto dare assieme ai miei colleghi. Né più né meno: divulgare la fiamma nera, quella vera.
Quanto è stato importante trovarti in sintonia con i tuoi compagni di band anche da questo punto di vista? Pensi che un certo tipo di affinità artistica possa essere definito imprescindibile per riuscire a mantenere la devozione al genere che ti contraddistingue musicalmente?
Lord Alastor La sintonia tra i membri non è un valore aggiunto: è l’unica condizione possibile per l’esistenza. Nel nostro progetto non cerchiamo “compagni di band”, ma vasi comunicanti di un’unica visione oscura. Se non ci fosse una totale convergenza d’intenti, la musica sarebbe solo un guscio vuoto, un esercizio estetico privo di spirito. L’affinità artistica — che definirei più propriamente come un giuramento di sangue intellettuale — è assolutamente imprescindibile. Senza di essa, la devozione al genere vacilla sotto i colpi della modernità o della stanchezza. Noi non interpretiamo un genere: noi alimentiamo una fiamma che richiede un sacrificio costante. Se uno solo dei componenti smettesse di percepire il richiamo dell’abisso, il cerchio si spezzerebbe. La nostra coerenza musicale è il riflesso speculare della nostra unità spirituale: un monolite nero che non ammette crepe né compromessi.
Quanto di quest’attitudine viene trasportato nella vita di tutti i giorni e quanto risulta difficile vivere questo richiamo nella quotidianità? Dove vedi che molti si perdono e dove pensi che, invece, voi ragazzi facciate la differenza?
Lord Alastor Non esiste una linea di demarcazione. Separare l'attitudine dalla vita quotidiana è l'errore di chi vive il black metal come una recita teatrale. Per noi, quel richiamo non è un rumore di fondo, ma una frequenza costante che rende il mondo moderno — con le sue distrazioni e il suo rumore vacuo — assolutamente alieno. Non è difficile vivere questo richiamo; è difficile tollerare tutto il resto.
La massa si perde nel tentativo di integrare l'estremo nella normalità, cercando un compromesso che rassicuri la coscienza. Molti si lasciano soffocare dalle comodità, dalla necessità di approvazione o dalla paura di essere realmente isolati.
Noi facciamo la differenza nell’intransigenza. La nostra quotidianità è un atto di resistenza silenziosa: portiamo il vuoto e la fiamma in ogni gesto, senza bisogno di ostentazione, ma con la consapevolezza di chi ha visto oltre il velo. La differenza sta nel non aver mai cercato una via d'uscita dall'abisso, ma nell'averlo eletto a nostra dimora, ovunque ci troviamo.
Pensi che, da questo punto di vista, il politicamente corretto, l'esaltazione di diversità ed inclusione, la commercializzazione del genere e la politica, come specchio della società moderna, abbiano influenzato negativamente tutto in maniera irreversibile? Risulta quindi giusto fare gatekeeping, pur a livello underground, per evitare che il genere diventi risibile, più di quanto già non lo sia, a causa di qualche piaga sociale?
Lord Alastor Indubbiamente il politicamente corretto non solo ha influenzato negativamente la società in maniera abbastanza irreversibile ma è diventato il tutto pesante e stucchevole. Riguardo la commercializzazione, al di là di rimanere fedele ai propri ideali e intenti e di non compromettere la propria arte trovo che sia un discorso molto più complesso, oggi come oggi anche gruppi pionieri nel nostro genere hanno ampiamente accettato determinate cose e taluni non snaturandosi poi tanto ma semplicemente vendendo di più e non vedo un gran male a campare di quel che si fa con la propria arte anzi tutto il contrario, a patto che ovviamente non si perda totalmente la radice col proprio essere e la propria espressione artistica. La politica non ci entra nemmeno nella nostra musica, ne con Noctisium ne con Appio o qualsiasi altro progetto o gruppo apriremo o col quale collaboreremo in seguito quindi in nessun modo ci tocca la cosa, qualsiasi sia il governo o partiti e slogan che vadano di moda. Riguardo il discorso finale quindi se sia o meno giusto fare Gatekeeping a livello underground trovo ormai pressoché impossibile riuscire ad estirpare del tutto la piaga di gente che si è ahimè insinuata in un genere che non gli appartiene storpiandone concetti e quant'altro che non capisce e che non gli appartengono, oltre alle cause delle varie piaghe sociali. Se sia giusto? In un certo senso sì e ci avevano provato già sul finire degli anni '80 ed inizi '90 ma oramai non avrebbe molto senso dato che i pionieri stessi del genere e molti altri hanno smesso da tempo di mantenere viva l'attitudine con il corpse o alcuni mischiando generi ben lontani dal black stesso. Non è solo colpa della globalizzazione, sdoganamenti, perculate et similia, l'unica cosa certa è che c'è più bisogno di gruppi dediti veramente alla causa, che rispettino i dogmi del culto, il black ancor prima che un'espressione musicale è uno stile di vita e un patto spirituale. Sicuramente non per tutti.
Pensi quindi che certe nuove sottocorrenti non dovrebbero essere neanche chiamate black metal? Chiamiamole musica estrema, ma di black metal cosa ci sarebbe? Colpa di chi, nella scena, ha bisogno di etichettare tutto per poterlo commercializzare, o delle band che senza etichette non saprebbero definirsi, o dei fan che al primo blast beat e voce in scream urlano al miracolo, perdendo completamente di vista il fatto che non si tratti di black metal come lo intendete voi?
Lord Alastor È una questione di sostanza, non di etichette. Il Black Metal possiede una grammatica spirituale che va oltre il semplice utilizzo di un blast beat o di uno scream. Se svuoti il genere della sua componente rituale e della sua oscurità intrinseca, ciò che resta è un’ottima musica estrema, ma smette di essere quel richiamo. Non è una condanna, è una constatazione: non tutto ciò che è veloce e distorto appartiene allo stesso abisso.
La frammentazione attuale è figlia di un’epoca che ha bisogno di catalogare tutto per renderlo fruibile, quasi innocuo. C'è una tendenza a voler normalizzare l'estremo, a renderlo un prodotto da scaffale per un pubblico che spesso cerca l'emozione superficiale di un momento, senza voler abbracciare il peso che questa musica comporta.
Le band che non sanno definirsi senza un'etichetta preconfezionata, forse, non hanno ancora trovato la propria voce interiore. Noi preferiamo guardare oltre queste dinamiche: non ci interessa correggere chi sbaglia definizione, ci interessa solo che la nostra fiamma rimanga pura. Il Black Metal, come lo intendiamo noi, non ha bisogno di essere gridato ai quattro venti per essere riconosciuto da chi ha la sensibilità per percepirlo.


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