Dimenticatoio #54 - StillBorn Webzine [Extract #14: RECENSIONI Pt. II]
[NOTA: Ultimo estratto tratto dalla storica StillBorn Webzine, con tutte le recensioni ancora reperibili sul sito internet e dedicate al black metal italiano dei primi anni '00. Una raccolta che mette in mostra e fa riscoprire tutta una serie di band che a quei tempi avevan lasciato un segno, se pur il sito internet é danneggiato ed alcuni contenuti non son purtroppo visibili.]
Non so che dire di questi Abgott. L'impressione che mi son fatto di loro è abbastanza negativa.. dall'immagine ai contenuti del disco..
..sembrano un gruppo scartato dalla Cold Meat Industry che vogliono fare i cattivoni black metal con le solite storie del necronomicon comprato nella versione originale di contrabbando da una bancarella del mercato del pesce in un angolo di Algeri da un mercante infame, zoppo e cieco! :)
e sì! infatti da una parte il duo formato da Agamoth e Nephilim si diverte a creare delle intro simil darkambient/powernoise che non sono questo gran capolavoro.. dall'altra suonano black metal.. con un suono più svedese che norvegese come invece ci informa l'infosheet.. il disco ruota attorno al famoso ciclo di Cthulu e al maledetto Necronomicon.. molti titoli dei pezzi sono al contrario.. troviamo ad esempio Nocturnal Nyalathotep, Rutsah Battaglia sotto la luna nera, Azathoth colui non deve essere nominato, Servo dell'oscuro.. e poi ci sono Yog Sothoth (er capo dei serpenti, mi pare!), shub-niggurath, azathoth e Cthulhu!
Insomma in mezz'ora su questo dischetto troviamo forse 10-15 minuti di Black Metal.. è non sono nemmeno un granché tranne la sesta e l'ottava traccia.. questo disco è un black metal bastardo, potrei dire poser!, ma non lo dico perché in fondo le composizioni sembrano sincere.
Onore a loro quando recitano i testi in italiano, anche se non capisco il loro atteggiarsi a inglesi, sito inglese, scritto in lingua inglese, cd in inglese.. vabbè comunque almeno non sembrano rinnegare le origini italiane.
Sperando che questo MCD sia solo una via di transizione verso un loro sound personale (altrimenti non capisco quelle macchie di darkambient sparse in giro per il dischetto..), e verso un concept meno banale e assurdo, e più originale e maligno! ..per adesso non avete il mio supporto! la scena black, nelle condizione in cui vi trovate al momento, più fare a meno di voi!
..se ad un primo ascolto Humble Yourself può sembrare un demo di black metal grezzo e malato.. dopo aver letto le note che accompagnano questo dischetto, non basteranno mille ascolti per farmi sembrare questo cd un cd di black metal..
Eggià! Le note parlano chiaro: "merita secondo noi di essere evidenziata in tutti i sensi la nostra ferma posizione antinazista, di denigrazione e rabbia verso ogni forma di razzismo o comunque di totalitarismo, presumibilmente difficile da evincere dal logo in copertina e in generale dalla musica proposta, volentieri associabile ad una ideologia satanica e strabordante di vergognose accezioni razziali, intese politicamente e non." Ho deciso di copiare questa intera frase perchè mi sembrava giusto chiarire una cosa: il black metal prima di essere un genere puramente musicale è un'ideologia.. il black metal è nichilismo, è odio.. odio della razza umana, è l'espressione massima dell'essenza dell'uomo.. è buttar fuori dal corpo tutto ciò che si ha dentro per costruire (per poi distruggere) un'enorme massa di energia pura.. è anche cattiveria, violenza, satanismo, e tutte le cose che volete aggiungerci dopo ma il black metal è questo! Non dico che dichiararsi antinazisti significhi non poter suonare black metal.. anzi è una risposta contro quella moda che vuole associare black metal al nazismo, grazie ad alcune band che in passato avevo soltanto dimostrato il loro interesse in alcune caratteristiche del nazismo.. per poi arrivare alla scena di oggi che è piena di gruppi che piazzano "Satan" e "88" ovunque nelle loro canzoni.. indi non critico questo degli Abyss, ma critico il fatto che i 2 modenesi nelle loro intenzioni vogliano suonare black metal senza esserlo prima loro e rifiutando le principali caratteristiche del black metal! ..insomma ascoltando questo disco sento solo 2 ragazzi hardcore che decidono di fare delle canzoni black metal!!
Tutto questo non l'avrei mai detto se non avessi letto le note d'accompagnamento.. e menomale che le ho lette.. infatti questo disco musicalmente parlando è molto buono, con una produzione grezzissima(che IO amo), riff marcissimi e atmosfere di disperazione.. insomma black metal grezzo e primitivo.. che passa facilmente da mid-tempo, parti velocissime e ripidi stop, con interessanti divagazioni blues/hardrock, hardcore e perfino deathrock.. insomma, musicalmente parlando i 2 hanno appreso molto bene la lezione.. ma rimane il rammarico che dopo aver letto la biografia vedo questo come un disco fatto da 2 ragazzi hardcore che decidono di suonare black metal..
Secondo demo per i torinesi Advent. Appena ho letto la loro bio, la prima cosa che ho notato è stata la voce "Genere: metal estremo sinfonico"! e prima ancora di ascoltare la demo in questione, ho pensato subito male.. credevo fosse l'ennesima band che cerca di imitare gruppi come CoF o Dimmu.. riempendoci i coglioni di tastieroni che con le 2 note ripetute all'infinito eseguono sinfonie che nemmeno un' orchestra di 3000 elementi può fare! Invece ascoltando mi sono dovuto ricredere e soprattutto i 18 minuti di musica che compongono questo cd sono estremamente piacevoli e scorrono molto bene, senza annoiare e tenendo l'ascoltatore sempre in guardia, grazie a un possente screaming growl e alle eccezionali clean vocals, a una poderosa batteria, al sapiente uso del synth, e agli intrecci tra chitarre, basso e voci.. il tutto accompagnato da una perfetta registrazione/missaggio fatta ai DB Studio di Buttigliera Alta(To). Comunque per meglio chiarire, tengo a precisare che gli Advent non centrano niente coi gruppi che ho citato sopra, anzi assomigliano tanto agli ultimi Septic Flesh, i grandissimi greci.. e scusate se è poco. Spero tanto che qualche label si accorga di loro e che presto possano sfornare un album superiore a questo demo. Nel frattempo: Supportate!
..Ahia! Diocane che male! gli Ars Macabra picchiano proprio duro!
Dalla capitale un altro nuovo combo di italico black metal! ..bhè, dal promo in mio possesso (che anticipa l'imminente uscita dell'album "Daemonolatria Hypnotica"), di italico c'è ben poco, direi svedesi per la loro attitudine iper-veloce e martellante, nella struttura dei pezzi e dei riff.. ma i nostri in questi 3 brani del promo dimostrano un enorme attitudine oscura e mistica.. uno screamin efficace, un basso sempre presente, alternanza con growl iper gutturali, accenni di parti lente e suggestioni industriali in inquietanti intermezzi..
Devo dire che i 3 pezzi presenti in questo promo sono veramente ottimi, specie "Prolegomena of a warfare state", assalto all'anima degli ascoltatori, un tiro micidiale interrotto solo da un intermezzo marziale e oscuro, per poi riprendere in tutta la sua distruttiva brutalità.. e se non ho sentito male con un finale cantato in latino!
Insomma davvero un bell'antipasto di quello che sarà "Daemonolatria Hypnotica".. speriamo bene.. e speriamo che ci siano delle parti più lente e anche altri intermezzi epici e marziali che a quanto pare i nostri sanno ben fare!
Prima di fare questa rece ho letto un bel pò di parere che giravano sulle varie uebbzinn italiche riguardo a questo dischetto di debutto dei Cold Moon, duo black metal brindisino.. oltre a leggere queste rece ho anche trovato il tempo di parlare con qualche vecchio blacksterz e anche il tempo per cercare di capire quella crisi di identità che colpisce sempre più blacksterz (me compreso, anche se non sono mai stato un BlacksterZ!).. e ho capito un pò di cose.. 1) non ci sono più i blacksterz di una volta; 2) una volta non c'erano i blacksterz; 3) il black metal non esiste ed è frutto della vostra pervertita immaginazione; 4) è impossibile assistere un revival del black dopo pochissimi anni dalla sua esplosione e soprattutto ora che non va più di moda; 5) in italia il black metal è capito da pochi e quei pochi che l'hanno capito non sono certo quelli che scrivono recensioni; 6) trovo i Cold Moon ancora molto acerbi e immaturi; 7) appartenere, imitare, copiare i propri idoli non è un reato, ma in mancanza di una personalità il tutto decade e sempre assai stupido..
..ma parliamo del disco! anzitutto Introspective Vision Of An Eternal Journey è il demo di debutto di questi due ragazzi e quindi porta con se una valanga di attenuanti su qualsiasi problemino incontrabile nell'ascolto.. tra i pareri letti sulla rete ho visto molte più critiche negative che positive (e questo non è un problema, anzi anche per me questo debutto è solo una prova poco sufficiente) ma... ma le critiche sono tutte sul fatto che la produzione è pessima, che i due usano atteggiamenti ormai demodé e poco italici, che non sono norvegesi (beh, c'è chi confonde il Salento con la Giamaica!), che i suoni non funzionano, che la batteria è poco presente, che sono trend, che non sono originali e innovativi, che sono bambini.. e infatti un pò infantili lo sono, ok! ma il black metal, quello vero, è quello che vorrebbero fare i Cold Moon, indi produzione sporca, batteria in secondo piano (moooolto in secondo piano! - lo dice anche Fenriz!), riff minimali e odio!! (e deformare queste caratteristiche non significa assolutamente essere originali e innovativi!) ..sia chiaro che in questi 22 minuti di demo possiamo trovare un pò tutto questo ma il problema che sta alla base di questo dischetto è solo uno: i riff!! sono poverissimi, bruttissimi e assolutamente dimenticabili! ..ovviamente, oggi, creare dei riff originali in un genere come questo è impresa veramente ardua e non basta cambiare una nota ad un riff già esistente per essere true! il riff deve catturare, deve essere cattivo, marcio, malato e non solo nel suono, sporco e distorto, ma nella sua semplicità (Transilvanian Hunger insegna) deve dimostrare morbosità, decadenza, cattiveria.. i riff presenti in questo Introspective Vision Of An Eternal Journey sono poveri e spenti, non catturano l'attenzione, sono deboli, e non fanno male.. insomma c'è ancora molto da lavorare per i due Cold Moon, ma al contrario di molti altri sembra che il duo prometta molto ma molto bene, l'attitudine c'è tutta, ora ci vogliono degli ottimi pezzi.. (e ovviamente personalità!!!!)
Si nota un leggero calo in termini di melodia, su questo secondo lavoro dei nostrani De Profundis Clamavi, "Ossarium", il quale presenta, rispetto al primo demo, maggiore energia e rabbia, mantenendo comunque vivo il filo stilistico con cui hanno esordito e si sono fatti conoscere nel nostro paese, anche considerato che la line-up non è cambiata quasi per nulla (da quanto leggo pare si sia sostituito il bassista) e che non è passato troppo tempo fra i due lavori (un paio d'anni: tempo a mio parere necessario per preparare bene un lavoro). Nei 3 pezzi di questo demo si susseguono spesso melodie originali, ma che purtroppo vengono talvolta penalizzate da riff un pò troppo "sentiti": devo dire che i ragazzi danno il meglio di sé soprattutto nelle fasi cadenzate e atmosferiche, e una buona capacità compositiva dei chitarristi permette loro di far filare bene le canzoni, con maturità e senza fastidiose interruzioni; il buon groove tiene sufficientemente alta l'attenzione dell'ascoltatore, immagino grazie soprattutto all'ottima prova del batterista, non tanto per tecnica, quanto per orecchio musicale, capacità di adattamento e senso del ritmo. Molto piacevole la title-track "Ossarium", piena di idee e carica di rabbia, un pezzo decisamente esplosivo e ben ragionato, anche se dei giri di tastiera verso la fine mi ricordano troppo la colonna sonora di X-Files; escludendo questo pensiero negativo, ammetto che può anche starci.
Mi ha parecchio entusiasmato la ballata folk all'inizio di Queen Valsesia, canzone che comunque non ha lasciato un gran segno nella mia memoria, a differenza della seguente "My Sadism has no Shame", alla quale maggiore originalità compositiva e rabbia conferiscono superiore efficacia nel colpire l'audience, anche per merito di alcuni piacevoli giri accompagnati dalle tastiere, non più recluse al mero ruolo di base per intermezzi et similia, che comunque non mancano nel resto della song.
Passando al sound, beh, mi spiace dirlo ma fà abbastanza cacare: la prova del batterista è danneggiata da suoni troppo macchinosi e lontani, personalmente avrei curato maggiormente l'equalizzazione della voce e la distorsione delle chitarre; trovo inoltre che i volumi siano bassi: ok che è Black Metal, ma quando a suonare si è in sei bisogna considerare che si rischia di limitare l'efficacia del lavoro definitivo a causa di un mixaggio poco curato.
Quindi ci tengo a dare un paio di ultimi appunti: trovo pessima e provocatoria l'idea di tagliare le copertine per evitare (immagino) che magari la redazione se le rivenda: e se anche fosse? Mi sembra una pratica decisamente "rabbina", considerato l'inevitabile attaccamento ai soldi che la origina, e nell'underground non si dovrebbe pensare così tanto al vil danaro. Accettiamo anche cd masterizzati, ma un redattore bastardo può interpretare il tagliare le covers come un vero e proprio dispetto. Ciononostante noi giudichiamo la musica vero? Quindi per questa volta siete perdonati.
Ed evitate anche di scrivere troppe stronzate nel sito internet (che ora sembra chiuso...): non dovete convincere nessuno di essere crudeli e di voler distruggere il mondo, e come avrete ben capito si suscita nel pubblico una reazione decisamente opposta.
Aspetto fiducioso nuovi lavori e mi scuso per il ritardo con cui ho scritto questa recensione.
Premetto che prima di ricevere questo Mcd, molte persone mi avevan parlato molto male dei DeProfvndisClamavi.. e quindi ero partito già titubante prima di ascoltare il disco..
Devo dire che mi sono dovuto ricredere! Questi 6 ragazzi sfornano un lavoretto niente male, anzi ottimo!
5 tracce di Black Metal! Questa può bastare come descrizione. Per farvi un'dea i DPC sono un misto tra primi Emperor e Satyricon.. e in queste 5 tracce non c'è niente che vada male, che possa ricordare sgradevolmente altre opere musicali.. è tutto a posto dalla prima traccia che è un pugno nello stomaco.. all'ultima inquietante traccia con solo la voce di Hingest accompagnata dalle sole tastiere del Count Glimmen.. Non saprei dire quale delle 5 tracce è la migliore.. forse preferisco River of Blood in cui si rilevano anche elementi dark primi anni 80.. ma è bellissima anche l'opener con un break atmosferico con cantato in Italiano.. lingua che secondo me si sposa molto bene col Black, ma poco usata.. ma non si possono dimenticare la violenta They're Calling o la seguente Bleeding Nightsky con le tastiere che che dominano.. In questo demo ci sono molte cose buone e quasi niente di sbagliato.. ai primi ascolti mi chiedevo il perchè delle tastiere che riducevano la violenza.. mi sbagliavo.. ci stanno benissimo e vengono usate sapientemente. Quindi se amate gruppi come i primi Emeror e Satyricon.. vi consiglio i De Profvndis Clamavi! e anche se hanno degli atteggiamenti da poser, come mi han detto.. a me non frega niente.. perchè questo dischetto è bellissimo. porcoddio!
La band nasce 1998 da un'idea di Davide, a cui presto si affianca Alessandro. Samuel (attuale batterista) e Nicola (attuale chitarrista) si uniranno solo quattro anni dopo; essi però non parteciparono alla registrazione di questo mini-cd che, infatti, è etichettato 2000 (ed uscì per la Pulsar Records). L'intento degli Eneth era quello di proporre un black metal a tratti violento, a tratti più calmo e melodico che richiamasse la maestosità e (permettetemi di dirlo) la tristezza del barocco veneziano. E così è stato: "Baroque Esprit" altro non è che symphonic black metal con parti tiratissime e parti lente e malinconiche.
La versione che ho tra le mani, però, è una ristampa uscita per la Militia Templi Records nel 2004 che ci propone anche una bonus track.
Il mini apre con un intro di chitarra "Baroque Esprit" abbastanza piacevole, ma è con il brano successivo che si iniziano ad inquadrare le linee guida dello stile musicale degli Eneth. "Dominion Of Splendor" è sicuramente il brano più black metal del lavoro, non mancano tuttavia i passaggi più lenti; rimane comunque l'aggressività il punto forte del pezzo: sfuriate di batteria, potenti e a volte virtuose le linee di chitarra, il tutto arricchito da un bell'uso del pianoforte e dei synth.
Si cambia non poco di fronte con "Mort A Venise": brano sicuramente più malinconico dove il punto forte è questa volta la melodia. Bellissimo in finale, dove prima di chiudere con un triste piano-batteria, ci troviamo ad ascoltare uno dei momenti più alti ed aggressivi di "Baroque Esprit" (grande il riff!).
... ed ecco sollevarsi dal silenzio "Eurydice's Tears" outro strumentale che chiudeva il mini, anche questo specchio di una triste maestosità barocca.
In questa ristampa abbiamo ancora la bonus track "Venetian Sunset", che conferma la discreta dose di impetuosità e di eleganza, di tecnica e di buon gusto nella composizione di cui gli Eneth sono dotati.
I Fourth Monarchy nascono ufficialmente nel 2002 dall'idea di Lohengrin e Lord Emhyn (entrambi facenti parte del progetto Dolcinian) rispettivamente chitarra e batteria del gruppo, ai quali presto si affiancò Hrotghar alla voce. A causa dei continui cambi di line up bisogna aspettare il 2004 per vedere pubblicato il loro primo demo; di grande importanza nel raggiungimento di questo traguardo è stata l'entrata in formazione di Count David (già membro di Dolcinian ed Eneth) al basso e alle tastiere e di Donar (impegnato anche con i Tanist) alla chitarra e come produttore.
Passando all'aspetto musicale di "Solstitium" il demo ci propone 4 brani di cui un intro "Intro: Nebel" e un outro "Outro: Semidio" interamente di tastiera, dove si alternano momenti lenti e malinconici a momenti medioevali e gloriosi. E poi abbiamo due pezzi di ottimo e puro black metal: "Ostara" basato sulla teosofia di Helena Petrovna Blavatsky: impetuose chitarre aprono il brano con riff accattivanti; l'aggiunta di tastiere ottimamente usate danno la giusta atmosfera al brano. Bello il cantato in italiano (a me sono sempre piaciute le band che producono anche interi dischi con cantato in italiano). Poi segue "Il Sangue Del Deicidio"che tratta il mistero che avvolge la figura del Santo Graal; anche qui bei riff di chitarra, tastiere sempre ben usate e mai a sproposito, molto belli i cambi di tempo. Buona prestazione di Lord Emhyn alla batteria, sempre tiratissima. Non male la voce di Hrotghar. Il tutto sostenuto da una buona registrazione che permette di ascoltare, anche su un supporto come il tape, tutti gli strumenti con una buona qualità. Da apprezzare comunque la scelta della band di usare il tape, come omaggio alla tradizione black metal underground!
Mi sento però di fare una critica alla scelta di mettere nel demo, a parte intro ed outro, solo due pezzi; almeno un altro brano ci sarebbe voluto sia per dare maggiore completezza al lavoro sia per attribuire a questo demo l'aggettivo di tape davvero "pregiato".
E' da 10 anni che continua il cammino musicale di Azmeroth (fondatore degli Heretical) intriso di diverse difficoltà, numerosi cambi di line up, ma anche di soddisfazioni. Lo avevamo lasciato nel 2001 con l'uscita di "Ars Infera" che ebbe molti consensi e fece guadagnare alla band un mini tour nel nord Italia (la band è di Caltanissetta... - ndr), nonché la trasformazione del brano "1666... Opera in Nero" in un sinistro videoclip. A stroncare gli entusiasmi un grave incidente di Azmeroth allontanò dalla scena gli Heretical per circa tre anni, fino ad oggi appunto, con l'uscita di questo nuovo mini-cd "De Praestigiis Daemonum" sotto la neo-nata TAF Production (è il primo lavoro uscito per questa etichetta).
Premetto col dire che il black metal proposto dal terzetto siculo è di indubbia fattura: non scontato e vario sia dal punto di vista musicale che lirico. Ma due pezzi con l'aggiunta di un intro (di versi) e un outro (consistente una rivisitazione personale presa dal film "L'Anticristo" di A. De Martino) mi sembra veramente un po' poco; contando poi che "SATANANGEL - Daemonium Dominio" è un brano contenuto nel loro quarto lavoro "Shub-Niggurath" (1997) (anche se primo sotto questo monicker, i primi tre demo sono usciti sotto il nome di Immolator) mi sembra proprio che nessuno possa darmi torto.
Comunque la versione di "Satanangel - Daemonium Dominio" contenuta nel mini è completamente riarrangiata, gran bel pezzo! Belle le chitarre sia in fase di riffing che nel maestoso solo che arriva ai due-terzi del brano sul rallentare della canzone... grande!
Altro brano "SCHWEISSTUCH - The Veil Of Macabre", anche qui Azmeroth non è da meno: fantastiche le ritmiche e sempre di alto livello la composizione per la prima chitarra.
Ottima prova in entrambi i brani di Lord Nefarius sia nello screaming sia nel growl; come è sempre stato positivo il drumming, anche se mi hanno lasciato un po' perplesso alcune scelte di suono.
Prima di concludere la recensione... ho letto con piacere all'interno del booklet la dedica a al grande Quorthon che non è più tra noi!
Gli Inferi nascono a settembre 2002 a Mantova e sono Zanatos e Vento Gelido, rispettivamente voce/chitarra e batteria. I due mantovani ci propongono un black metal molto marcio e malato, tipicamente norvegese ma che non disdegna tocchi personali di eccelsa fattura.
Le 5 tracce che compongono questo MCD sono pietre preziose, sono pane per i miei denti affamati di oscura malvagità.. sono la dimostrazione che l'Italia è culla di band validissime e che in futuro molto prossimo possa esplodere una scena italica..
..comunque come dicevo 5 pezzi fantastici, infernali.. un'atmosfera cupa, disperata, tremendamente inquietante, i suoni delle chitarre sono fantastici (e altrettando lo sono i riff) specie quando si cimentano in situazioni più oscure e atmosferiche o nei soli.. su questi 5 brani c'è poco da dire, se amate il True Black Metal, questa è una perfetta dimostrazione, gli unici appunti che posso fare a Zanatos e Vento Gelido, sono riguardo alcune parti thrash che rendono le canzoni troppo bastarde, rovinando quel fascino dell'oscura purezza che i nostri sanno creare.. e poi (non è per nulla un rimprovero) mi piacerebbe ascoltare qualcosa di più italiano e meno norvegese, e secondo me i 2 possono benissimo farcela, visto che sono solo 2, che sono concentrati a creare nuovi pezzi e che non suonano dal vivo (mi ricordano un gruppo! chissà chi!? hehe!) ..ultima cosa, perchè non provare a cantare in italiano?
Comunque in attesa di nuovo materiale da parte degli Inferi, continuo ad ascoltare questo Decadence e invito tutti voi a prenderne una copia, per possedere un altro piccolo gioiellino black metal proveniente dalla nostra penisola!
Dopo una bellissima intro, ecco i 3 pezzi che compongono questo secondo demo degki Infernal Angels. Nella bio si descrivono come fautori di un 'black metal di chiara estrazione norvegese'.. ma in effetti ci propongono una specie di 'black sinfonico' misto al 'death svedese'.. nonostante il ricco curriculum dei 4 strumentisti comunque, questo demo non ci mostra grandissime cose e soprattutto le idee e le novità che credo abbiano in mente non sono per niente riuscite.. e sfruttate malissimo.. quindi si passa da una oscura 'The Fallen of Satan', che ha tante buone idee, ma come detto prima, tutte sfruttate malissimo, per poi passare ad 'Abaroth..' canzone che mi attizza moltissimo per ciò che i 'nostri' avrebbero voluto fare ma non sono riusciti a fare.. e alla conclusiva 'Vigilia Secunda', anche questa molto bella, cantata in latino.. in conclusione un buon demo, ricco di idee, ma che non cattura l'ascoltatore facendolo innervosire per certi passaggi che potrebbe aspettarsi ma che poi vengono clamorosamente saltati.. un demo ricco di influenze ben suonato.. con una produzione 'decente' (lo so! è un demo..) e con una speranza che nel futuro tutto ciò che hanno da dimostrare possa essere racchiuso in un lavoro più maturo in cui le loro buone e originali idee posssno esprimersi al massimo..
Niente male questo demo casalingo registrato direttamente dalle loro mani nei "Lerciume studi", davvero un bel nome!!!!
Gli "Iter Charontis" sono un gruppo calabrese e ciò che propongono è un black metal senza mezzi termini , grezzissimo e concepito senza molti sforzi. Il demo si apre con "Mors" , il classico arpeggio e via subito con le chitarre iperfruscianti , un elogio particolare va alla voce in scream di "Zergo" che va ad accostarsi molto a quella di "Nocturno culto" in "Transilvanian hunger".
Davvero interessante il terzo pezzo "Audi fletum", il più violento e il più marcio, interessanti le atmosfere intorno al brano anche se non sono molto curate. Il lavoro si chiude con "Lux personata umbra" che non riesce a convincere molto musicalmente tranne per le parti un po' più veloci che a volte vanno anche a toccare un sound thrasheggiante.
La produzione sporca e marcia rende questo demo un lavoro molto interessante per gli amanti del black underground, i pezzi, però, andrebbero meglio curati soprattutto nei cambi di riffs che a volte sembrano incollati lì per caso, la mal curanza in questo genere non è comunque sempre un impedimento ma può riuscire a creare delle discrete atmosfere come è il caso di questo lavoro.
L.I.H. ovvero Laetitia In Holocaust prende vita a Modena nel 2001 per volontà di S e di N; dopo l'uscita nel 2003 del demo "Blood On Humanity", esce "A Slow Apocalypse" promo 2004. Il duo ci propone un black metal, a tratti melodico, con uso massiccio di drum machine.
Questo "A Slow Apocalypse" vanta la bellezza di otto tracce e di circa tre quarti d'ora di musica, e quasi tutta su livelli abbastanza alti e godibili. L'unica traccia che mi ha convinto di meno è stata "Gettati Alla Luce", anche se non mancano alcune idee interessanti.
Molto bella invece l'opener "Riflesso d'Autunno" con un drumming estremissimo, molto belli anche i riffs e la voce; come pure "A Slow Apocalypse" che chiude il disco. Non male anche "Luce Algida" e "L.I.H.", agghiaccianti e potenti, dai quali traspare un odio veramente profondo.
Diversa dalle precedenti, ma non per questo meno interessante, "Pazuzu In Auschwitz". Il pezzo più malinconico del promo, diverso soprattutto perché i riffs di chitarra sono quasi del tutto assenti. Peccato però che il brano sia un po' ripetitivo.
Ancora ricordiamo "When The Light Was Brighter" e "The Pale Illusion", anche questi non male.
Mi è piaciuto molto l'accostamento di una drum machine così macchinosa e dei riffs tipicamente black metal, mi è piaciuta molto la produzione (faccio presente che il promo è stato registrato in casa), bello anche il cantato che risente molto l'influenza di Attila Csihar. Ma c'è da avanzare una critica: i brani sono a mio avviso abbastanza simili, ora non voglio sminuire "A Slow Apocalypse", ma si sarebbe dovuto cercare di dare una maggiore personalità ai singoli pezzi, o quantomeno evitare di inserire otto pezzi nel promo; magari si potevano tralasciarne un paio, per dare maggiore risalto ai rimanenti.
Comunque apprezzo molto la strada intrapresa da L.I.H. ...mi aspetto grandi cose per il futuro!
Bellissimo il demo omonimo dei Legion of Darkness. Il duo palermitano ci propone un Pagan Black Metal carico di sensazioni malefiche e spesso più intimiste. Le 4 tracce che compongono questo demo ci mostrano un ottimo gruppo capace di creare un ottimo lavoro, oscuro e inquietante. L'oscura strumentale "La Danza del Satiro" ci accompagna verso il chaos e la disperazione che evoca la seguente "The Wood Stretche Inside Me". Subito dopo troviamo la bellissima "...And the Will Become Past" con chitarra acustica e voce sussurrata in italiano (mi sarebbe piaciuto tanto leggere i testi ma purtroppo non sono riusito a capire quasi nessuna parola!). Chiude il disco la nerissima "Ancient Pagan Rites" arricchita da inqueitanti cori(gli stessi presenti su "The Wood Stretche Inside Me") che rendono il risultato finale più oscuro e evocativo. Un grande gruppo!
Grandissimo! Un demo eccezionale, Marco Garegnani aka Melkor ha creato un prodotto fantastico.. oscuro, inquietante, depressivo.. un prodotto molto intimo, dove a parlare è l'anima di Marco.. un prodotto che può ricordare la disperazione (e i riff) del primo Burzum, misto alla sperimentazione di Filosofem.. certo, questo prodotto è molto grezzo, si può lavorare e migliorare ancora molto, ma questo demo colpisce l'anima, un pezzo come la strumentale Solitude non può essere ignorato, questo pezzo è un capolavoro!
Brani come l'intermezzo Wiev for the Few, Nothing Explodes o come le tracce d'apertura e di chiusura (Echoes from the Human Nihil e Deat & Desire) hanno dei grandissimi spunti per creare qualcosa di immenso!
Continua così e non fermarti! Continua ad osare e sperimentare perché potrebbe uscirne veramente un capolavoro!
Un grandissimo disco, che tutti gli amanti del Black Metal devono avere!
Black Metal! Sì i Melets fanno un ottimo Black metal!
E questo è un ottimo demotape! black metal old style! dopo un intro inquietante fatta con spezzoni presi dal film EraserHead di David Lynch.. si passa alla distruzione! puro e grezzo black metal con dei bellissimi riff e una potenza inaudita.. il tutto emana una forte sensazione di arresa nei confronti del dominio del Male.. questo si nota soprattutto nella 3 traccia Sathanas Æutherpium, brano con delle fantastiche cavalcate e altrattanto fantastici break.. marziali! un brano abbastanza personale. Meno personale è invece My War che è collegabile a molti maestri del blackmetal.. comunque è eseguito perfettamente.. ed IO il Black Metal lo voglio così!
Si passa al lato B e Perfect Feast mi spiazza notevolmente! che è quella batteria? come suona!? è bellissimo! scusate sono ignorante e non so dirvi in che tempo suona ma sembra stranissimo, è sto pezzo è fantastico, poi la batteria cambia e torna sui classici tempi Black, ed è tirata al massimo da Haustor, che è un grandissimo. Insime a Sathanas Æutherpium questo è il miglior brano di questo demotape.
Gli ultimi 2 pezzi sono Web of Infinity, un altro pezzo abbastanza personale e The Last Sentence. Quindi concludo dicendo che se amate il Black oldstyle alla Darkthrone, ma non un'ennesima copia dei Darkthrone.. i Melets sono il gruppo che fa per voi! sono legati alla tradizione del "vero" Black Metal e al tempo stesso originali! e poi hanno un cantante fantastico, un chitarrista e un bassista bravissimi e un batterista "enorme"!!!! S U P P O R T A T E ! ! !
no.. non ci credo.. non è vero.. sto sognando.. no! cazzo! è vero! 'sto ascoltando i Morkal, oscuro e marcio progetto black metal venuto fuori direttamente dall'inferno.. ops.. scusate, mi dicono che nemmeno all'inferno li hanno voluti!!! ma come è possibile? col mio registratorino infame le registrazioni vengono meglio?! ..ma cosa sto dicendo? sto delirando!! essì! i Morkal sono un trio proveniente da Recanati dedito a un Black Metal che più marcio non si può (e fidatevi! non si può!)..
..7 brani, comprese le sulfuree intro e outro.. cominciamo dall'intro tra inquietanti campane, voci sussurrate e un organo suonato dal demonio, si prosegue con "Clavi", raw black metal, registrato col culo e suonato con l'anima!! non dico altro! uno screaming che non è uno screaming ma un strillo distorto e metallico, una batteria veramente "true evil etc.. etc..", e delle ronzanti chitarre che.. "ronzano" per bene! ..sulla stessa scia "Olocausto", il brano più lungo del disco (3 minuti), con un break infame e una ripresa ancora peggio, si vede che Sempiternus ogni tanto si stancasse.. "Gorgone" è il brano più breve (quasi 2 minuti), qualità ovviamente pessima, risultati, ovviamente, ottimi! qui ci sono pure delle inquietanti tastiere, e un riffing molto old style.. chiudono il disco "Chiodi" e "Ares" registrate a dicembre e con una qualità leggermente inferiore, ma ovviamente mefistofelica.. l'"Outro" è un dark ambient/noise alquanto maligno e "satanico".. bhè che dire, un disco infame, cattivo e black metal, ettolitri di materiale infiammabile per mantenere viva la nera fiamma!!
conclusione: continuate così! sempre più grezzi! magari un pò più personali! da supportare!
PS: che sono 'ste spade, cappucci, fiamme, etc..? carnevale?
PPS: bellissime le conclusioni molto jazz anni '20 del batterista.
PPPS: ma come cazzo si veste Oltretomba?
PPPPS: la smettiamo di copiare 'sti scandinavi?? eh! eh!
PPPPPS: lunga vita ai Morkal!!
La band nasce nel 2000 dalle tre menti: Trukus Trukulentus e Lord Trevius alle chitarre e Borius the King alla voce. Si aggiungono Kranyo al basso e Thronius alla drums. Con questa formazione incidono il primo demo "Demo-niako". Successivamente entra in formazione Satrix alle tastiere e nel 2003 registrano il secondo Demo "In Absentia Domini".
La band ora propone un black metal molto "atmosferico" (merito appunto delle tastiere) sotto la scia di Dimmu Borgir, ... e di tutte quelle band clone più o meno valide.
Innegabile punto debole è l'equalizzazione dei volumi: unica cosa della batteria che si sente per tutta la durata del demo è il rullante, troppo alto rispetto a piatti, tom e cassa che spesso sono difficili da sentire soprattutto in presenza di parti cantate e di tastiere.
Il demo parte con un intro molto di atmosfera con tanto di pioggia, tastiere e lamenti. Seconda traccia "Nazgul Rising" dove si avverte subito la presenza delle tastiere sempre molto maestose che costituiscono l'intero corpo della canzone; la pessima registrazione della batteria (come gia detto prima); chitarra non molto di rilievo. Comunque un bel pezzo, peccato ancora per la registrazione! Anche in "In Absentia Domini" stessi pro e contro della precedente canzone, da segnalare le parti senza tastiera e voce, che per una questione di volumi lasciano meglio gustare chitarra-basso-batteria. Poi abbiamo "Under The Sign Of Sin" caratterizzata da parti lente e malinconiche e da tipiche sfuriate black metal. Chiude il cd "The Advent", a mio avviso, pezzo un po' troppo lungo.
Buona la prova Borius the King alla voce. Stesso discorso per gli strumentisti. Come pure mi è piaciuto il lato compositivo e la struttura data ai pezzi: ritmica, cambi di tempo... . Mano mano che ci si avvicina alla fine del cd sembra che anche i volumi siano meglio sistemati, ma una più attenta equalizzazione avrebbe giovato sicuramente molto a questo demo tutto sommato non male.
Non ci sono parole per descrivere l'oscura bellezza che viene fuori da questo demo dei Near.. sarebbe come provare a descrivere il nulla.. premetto che i primi elementi sensoriali (la vista! hehe!) che mi hanno portato all'ascolto del disco erano negativi.. infatti vedendo il nome del gruppo (all'apparenza banale), il titolo lunghissimo del demo, e i titoli delle canzoni.. e soprattutto l'orribile copertina di Axel Wegher mi facevano presumere un dischetto del solito gruppetto che fa il panda cattivone di turno.. ma appena inserito il disco nel lettore sono rimasto catturato dall'immane bellezza di questo monolitico e monumentale lavoro.. riff di splendida fattura, magici direi, un Fredrik che non è un batterista black ma è la Batteria Black Metal!!! ..Frank col suo riffing infernale, avvolgente e distruttivo, a tratti simil-depressive, col suo screming molto basso e cavernoso, ma pur sempre screaming.. suoni fantastici, registrazione enorme e... e... e "Black soul's sorrow"!!! Se per i primi 3 pezzi volevo aprire la rubrica "in the sborr we trust" (hehe!), con quest'ultimo si rischia l'infarto per la quantità di orgasmi multipli procurati al suo ascolto.. un inno monumentale scolpito per sempre nelle anime di ogni blacksters dedicato alla nera fiamma!!!! Fantastico!!!! la mia voglia di distruzione causata dall'ascolto di "Black soul's sorrow" può essere solo espressa attraverso "punti esclamativi".. cazzo, è fantastico, è un pezzo enorme.. pieno di colori e pieno di dolore e distruzione!!
Capita pochissime volte di ascoltare dischi di questo livello, e con questo altissimo coinvolgimento emotivo (sto ancora tremando!!) .."The Dark Art of the Death Hidden in the Castle" è un capolavoro!! ..ed è italiano!!
Che il progetto Nott fosse qualcosa di fantastico nel panorama black italiano e non, lo si capiva fin dal debut "The Fall of the Succumbing" di un anno fa.. ora H.L. Archvile ritorna sulle scene, questa volta accompagnato dal bassista Necropathologist (cazzo che nome!!).. per questo "A Trilogy of Death", Archvile ha fatto le cose in grande, pur rimanendo legato a triplo nodo ai Darkthrone, ha deciso di costruire canzoni dalle strutture più intricate e tecnicamente più difficili, non perdendo però l'immediatezza del loro sound oscuro che colpisce subito l'ascoltatore coi suoi fantastici riff, quasi memorabili.. i pezzi di questo demo, sono 3 ma siamo sui 25 minuti di disco, quindi aspettatevi pezzi lunghi ma per nulla stancanti o ripetitivi e monotoni.. a dire la verità questi 25 minuti scorrono facilmente facendo apparire le 3 tracce come un pezzo unico, e infatti sembrano essere legate tra loro, molte strutture sono simili, seppur diverse.. un grande passo in avanti per Archvile che, a quanto ricordo suona black metal da pochissimo tempo, ed è già a livelli compositivi altissimi.. atmosfere cariche di disperazione e di un grande senso di abbandono.. tra l'altro To Annihilation" parla della presa di coscienza del vuoto e il superamento dello stesso.. insomma un prodotto che colpisce l'ascoltatore nel profondo.. un prodotto unico e di grande livello.. un prodotto di culto direi.. un prodotto fantastico..
Nel cd è presente anche il primo demo come bonus e quindi è impossibile lasciarsi sfuggire l'occasione di entrare in possesso di queste perle del black nostrano!
Per adesso massimo supporto per Archvile e Co. e per i Nott, tra i pochi gruppi che riescono a tenere accesa la nera fiamma..
Bel demo questo 'Lex Sacrata' dei Sakahiter, gruppo dedito ad un black metal che si rifà a modelli come Immortal o Emperor.. i 4 di campobasso basano la loro immagine sull'antica popolazione guerriera dei Sanniti.. anche se il loro suono è il tipico suono freddo di una battaglia nelle ghiacciate terre scandinave.. il richiamo a queste sensazioni è dovuto alle lro influenze nelle band sopracitate.. comunque per certi versi hanno anche qualche buona idea nel lor suono.. sicuramente sono ottimi musicisti è il loro Black è suonato molto bene.. come sempre non ci sono novità nel suono che farà godere i conservatori, e sarà apprezzato dagli appassionati.. nulla di innovativo ma il Black Metal è questo! violenza, dolore, misantropia, nichilismo.. e una forte dose anticristana.. il tutto riproposto con chitarre che sanguinano e avvolgono l'ascoltatore in una glaciale sensazione di dolore.. questo è Black Metal.. i Sakahiter fanno del Black Metal.. ma gli ideali e la passione dei gruppi scandinavi di fine '80 è riproponibile ai giorni nostri?
Secondo demo per gli Sterminio che ci propongono un Black veloce e abbastanza legato alle origini, qualcuno direbbe che è qualcosa di già sentito e che su questo genere è stato tutto scritto e suonato.. ed avrebbe perfettamente ragione se non per il fatto che il Black è questo e non si può cambiare altrimenti non sarebbe più Black Metal!
I quattro trapanesi ci mostrano un Black all'insegna della velocità ma utilizzata nel modo giusto e non per fare solo rumore. La batteria la fa da padrone, sempre in primo piano e quasi sempre pronta ad accellerare sempre più.. le chitarre lavorano molto bene e in questo lavoro gli Sterminio possono ricordare tra gli altri Immortal e Satyricon.
Nelle 4 tracce di questo demo cercano di ricreare quell'aria di gelo e freddo che ritroviamo in quei capolavori del Black Norvegese ma quello che non mi da questo disco è la malignità che non viene espressa pienamente attraverso i suoni e che loro sicuramente vogliono esprimere..
La prima traccia "Soif D'Absolu" parte velocissima rallennta prima di finire e finisce velocisima. cos'era? un gran bel pezzo di Black Metal degli anni d'oro.. agghiacciante, freddo, cattivo.
Segue "Eternal Revenge" che è il pezzo più vario del demo con parti più lente e con sporadiche clean vocals di sottofondo molto angoscianti.
La terza traccia è "The triumph of Death" pezzo che in alcuni punti si imbastardisce col Thrash
L'ultimo pezzo è la title track eseguita perfettamente da tutti gli strumentisti e soprattutto dalla batteria di Godless!
per finire dico che questo demo è stato registrato ottimamente presso i Corsale Studio Sound di Poggioreale e che mi aspetto un lavoro molto più cattivo dal prossimo lavoro degli Sterminio per dagli il massimo dei voti.
emh..! Ultima nota prima di chiudere.. da sottolineare la bellissima copertina che accompagna questo demo, che se non fosse per il logo , tra l'altro molto ben curato, mi avrebbe disorientato e portato a pensare ad un gruppo gothic! quindi un artwork eccezionale!
Band milanese formatasi nel 2001, gli Stormcrow registrano nel 2003 questo "Wounded Skies", demo autoprodotto.
Prima però di passare all'aspetto musicale, di nostro principale interesse, ho piacere a sottolineare l'ottima veste grafica che i nostri hanno proposto per l'artwork, anche se la copertina può non lasciarlo immaginare.
Iniziamo subito a parlare di "Wounded Skies" e degli Stormcrow che mi hanno fatto più volte pensare alla potenza, alla velocità e all'impatto tipico di bands quali Impaled Nazarene e Marduk ...
Ma andiamo con ordine: ad aprire un intro "Keeping The Serpent's Dath" abbastanza nella norma con il sovrapporsi alle tastiere di un sempre più incessante gracchiare di corvi.
Si passa poi a "Dark Promises (Are Alweys Kept By Satan)" e già basta per capire l'alta prestazione che gli Stormcrow hanno offerto con questo lavoro. Estremo black metal, con registrazione ottima che mette in risalto non solo i taglienti riffs, ma anche la sezione ritmica: batteria potente ed abbastanza tecnica ed il basso che già con il fatto di non venire tanto trascurato (cosa che spesso accade in questo genere e soprattutto nelle autoproduzioni) dà quel tocco in più alla struttura e alla musicalità complessiva dei brani.
Abbiamo poi "Wounded Skies", brano veloce e furioso accompagnato da un drumming estatico e distruttivo e da riffs di elitaria tradizione black.
Non da meno la successiva "Demons", che conferma quanto di buono hanno da proporci gli Stormcrow.
Chiude "Anathems From Our Martyrs' Graveland", brano composto con grande abilità e stile, che punta non solo all'impatto diretto e devastante, ma lascia spazio (se pur piccolo) alle parti lente/atmosferiche/malinconiche.
Come inizio è di sicuro un gran bel lavoro, ma in futuro dalla band mi aspetto di più: un pò di personalità non guasta.
Questi The Krushers sono la band migliore che ho ascoltato da quando esiste StillBornWebzine!
Quando ho ascoltato il loro demo per la prima volta ero in macchina su una strada di campagna con il cielo intenzionato a piovere.. grigissimo.. e tutto era marcio come la loro musica.. non mi ero nemmeno accorto di averlo ascoltato tutto.. Malvagità allo stato puro in questo demotape. E' questo ciò che si avverte dopo aver ascoltato "Megalòi Theoi", demotape della band che da febbraio 2001 ad oggi si presenta con il quarto demotape. E vorrà dire qualcosa!?
Suoni marcissimi, grazie anche alla registrazione dimmerda che rende il prodotto finale un misto di cattiveria, oscurità ed è quasi claustrofobico in certi momenti..
A partire da Hydrogen Robotz che ci riporta negli anni'80, dai quali usciremo solo alla fine del demo, poi c'è il secondo pezzo che è il migliore del lotto forse! "Thanathokrat"! Seguono "Fornication" e "Hordes" a concludere il *lato Megaloi* e si inizia subito col *lato Theoi* che ci porta altri 4 pezzi che mostrano la bravura di UR con la sua chitarra sempre in primo piano.. ah! e poi in "Venenum in Ostia" UR e SS (URSS??) si scambiano gli strumenti e devo dire che il risultato è comunque ottimo. Arriva l'ultimo pezzo in scaletta che è "Thanatos/Final Attack" che nella prima parte mi fa rimpiangere di essere nato negli anni 80 e di non aver vissuto da protagonista quelle sensazioni che hanno avuto tutti i metallari sui 30/40 anni di oggi! e nella seconda parte.. inizia il "Final Attack" Spaccaossa che farà da preludio alla nona canzone, una cover, non inserita nella tracklist che è "Under the Guillottine" dei Kreator.. e c'è ne andiamo soddisfatti sapendo di aver goduto per 18 minuti.
ah! il genere! in alto a sinistra vedete scritto Sado-Thrash(è una loro definizione), ma in questo disco troverete Thrash Death Black Grind e non ricordo bene dove.. ma ho sentito anche richiami alla NWOBHM!
un appunto solo! chitarra sempre in primo piano, la batteria infatti molte volte è coperta dalla chitarra ed il basso è quasi assente ma fa il suo dovere accompagnandoci fino alla fine in silenzio.. e tutto questo sempre ringraziando la registrazione non molto pulita. hehe!
continuate così che siete i migliori!
A quanto scritto sul booklet ci sono voluti circa 7 mesi per completare le registrazioni di questo demo, e credo ne sia valsa la pena... Quello di Thodde è un fiero Epic Black Metal che ricorda il sound dei Vintersorg (ma attenzione, senza mai intaccare l'originalità), rendendo il lavoro direi molto personale, anche grazie al buon utilizzo delle diverse tecniche vocali, che partono dallo screaming, fino a back vocals molto oscure, per arrivare bellissime clean vocals di BlackIce, davvero azzeccate con il genere suonato, ed inserite sempre al momento giusto, senza mai sfociare nell'esagerazione.
Sin dall'inizio Thodde fa un buon lavoro nella scelta degli effetti di chitarra, penso abbia scelto accuratamente quali utilizzare, perché risultano tutti molto adatti al contesto generale.
Un breve intro ci conduce alla prima canzone, Grief Aflame, con un riff iniziale un po' acido, che mi è risultato difficile apprezzare sin dall'inizio, ma che effettivamente va molto daccordo col resto della canzone, peraltro molto bella, ma che a mio parere non raggiunge il livello della seconda, Midnight well, un riff iniziare davvero contagioso, ma che è solo l'inizio... da ascoltare! La terza traccia è strumentale, molto gradevole, e quella che segue è forse la più oscura di tutto il disco, nella quale non mi piace troppo la prima parte di voce pulita... troppo acuta... per il resto la song è davvero bella, riesce a distaccarsi dal resto del lavoro, mantenendosi sempre sulle coordinate Epic/Black.
Dopo l'ultima canzone, Fall's night at Borgopass, si arriva all'outro, Trascendence, una serie di campionamenti (o almeno così mi sembra) molto particolare, che chiude bene il lavoro calando gradualmente... dopo averlo ascoltato vi sentirete più rilassati, vi do la mia parola.
Bravo Thodde, bravo BlackIce, il lavoro è stato fatto molto bene, e i risultati si notano sin dal primo ascolto, spero di sentire presto il prossimo lavoro di questa promettente band italiana, credo ne sentirete ancora parlare... e saranno belle parole :)
Attivi da poco più di un anno, i Thodde sono uno dei gruppi black metal italiani che ha tirato su di se maggiori attenzioni vuoi per l'ottima proposta musicale, vuoi per i buoni propositi e le grande aspettative che dava il primo demo "Dark Mountain Inside", recensito con grande entusiasmo da Kerorg qui su Stillborn qualche mese fa.. e se era piaciuto a lui.. bhè.. vuol dire che era un "discone".. io i Thodde li ho scoperti recentemente quando sulla mia scrivania arrivarono lo split coi Malnàtt, "Necro Swine Black Metal", e questo "Shine Black Hera" che è il secondo demo della band.. parlando con Herr Thodde mente della band ho scoperto che il nostro eroe come tutti i veri blacksterz non ascolta black metal, o perlomeno non ascolta solo black metal, e i suoi gusti sono dei più disparati.. con il secondo demo del progetto Thodde ha voluto unire un pò delle sue influenze per cacciare fuori un dischetto che lui vuole considerare come un "esperimento"..
..alùr! andando a fondo nell'ascolto del disco posso ben dire che qui di black metal nemmeno l'ombra (nemmeno nelle tracce black metal! hehe!), il signorino in questione ha tirato fuori un dischetto che potrei definire "industrial/coldwave" ..uè, ma attenzione! quando dico industrial mi riferisco a gruppi come Throbbing Gristle, Cabaret Voltaire, Psychic TV, Coil et Similia! ..probabilmente non li ricorderanno molto nel sound ma il modo di vedere la musica mi sembra proprio quello.. un disco che gioca su fronti ora più post-punk ora più coldwave, ora più industrial.. nella bio allegata HerrThodde scrive "uno strano miscuglio folk/EBM/Black Metal/ambient" suscitando tutte le mie ire!! ..ma poi mi sono calmato pensando che quella definizione era solo uno specchietto per le allodole.. e per allodole intendo tutti quei minchioni di pseudo-blacksterz che si eccitano e si bagnano tutti al solo sentire le parole EBM o Folk Apocalittico o Sopor Aeternus o che cazzo ne so.. insomma avete capito di che gente si tratta, il finto true blacksterz pseudo-alternativ-modaiolo che dice di non avere i paraocchi e ascolta solo perchè ascoltare EBM tra i blacksterz fa più figo e moderno.. ma li mortè! ..comunque qui non troverete niente di ebm/folk/black etc.. invece se per ambient Herr intendeva brani come "Red Sand" e "Your Distance".. io li vedo come industrial prima maniera, davvero ben fatti.. per quanto riguarda il resto i Thodde sembra abbiano appreso bene anche la lezione post-punk, sentito un pò le linee di basso.. poi le tracce che potrebbero apparire più black invece godono di tutt'altra atmosfere, alienante e decadente.. di sicuro non appartiene a questo pianeta! eheh! prendete "Ancient Lake", mi ha ricordato il grande maestro e unico leader insostituibile della scena italica, Hesperus, sì, mi ha ricordato i suoi bellissimi lavori.. chiude il disco una bonus track, che a detta loro è una traccia influenzata dal "dark" ottantiano e sopratutto dai Joy Division, bhè.. secondo me "tutto" questo disco è influenzato dal "dark" e questa traccia è solo quella in cui appare il vocione darkettone.. ma in fondo il "darche" pervade ogni singola nota del disco.. qui le cose sono due.. o i Thodde si sono invaghiti degli anni '80 o Isengard ha colpito ancora (da "Storm of Evil" non si scappa!!!!) ..che dire altro, davvero un bel dischetto questo, molto ottantiano, molto industrial, molto coldwave, molto noise.. poco black (menomale!) ..purtroppo però questo lavoro ci mostra una band ancora immatura, una band che non sembra ancora capacitarsi delle sue qualità e che non sa ancora orientarsi verso uno stile proprio e personale.. i presupposti ci sono tutti.. il prossimo disco secondo me sarà un capolavoro! qualcosa di unico! ..per adesso mi accontento di questo gustoso "Shine Black Hera"..
Direttamente da Palermo giungono i Throne Of Molok autori di Nova Divina Res, loro primo demo. La cosa che mi ha subito incuriosito del terzetto è stata la loro proposta musicale, un misto di metal di stampo black/death con contaminazioni hard core. Inizialmente si potrebbe rimanere un po' stupiti dalla cosa, ma il risultato finale è abbastanza discreto, anzi in alcuni passaggi avrei lasciato ancora più spazio a queste venature, non so... qualche coro hardcorino in più, ad esempio.
Cosa che ho molto apprezzato, oltre al coraggio di presentare una proposta così ibrida, è l'apertura mentale che c'è sicuramente alla base di questo progetto che cerca di fondere due culture non solo molto diverse, ma oserei dire contrapposte o quasi in contrasto. Non capisco però a questo punto perché la scelta di affrontare le classiche e scontate tematiche black metal (leggi sataniste) come in Cybergoat Domination o Nuclear Christ e non qualcosa di diverso. Anche se è singolare sentire pronunciare da un tipico coro hardcorino "...Nuclear Christ".
A livello musicale vi ho più o meno accennato di che si tratta, in alcuni momenti mi hanno un po' ricordato i Carpathian Forest nei momenti meno black metal, ad esempio in Clonation Fields. Il demo si ascolta volentieri tra una ritmica pesante death, un giro di batteria incalzante hardcore ed un riffs black. Peccato solo per la breve durata, il demo non supera di molto i dieci minuti, contando poi che l'ultimo brano è un outro strumentale (con synth), i dieci minuti si sfiorano appena.
Sicuramente una proposta originale e merita di avere attenzione!
Decisamente un gran bel mcd, questo "...There Where The Moon Rises" che annuncia il ritorno dei Throned nel campo discografico..
..la storia dei Throned è abbastanza tormentata.. tra separazioni del gruppo, materiale mai pubblicato e difficoltà nel creare una line-up stabile.. i Throned si presentano a noi con il solo membro fondatore Throned, in questa occasione coadiuvato da Equinoxe dei Mystical Fullmoon alla batteria (che sostituisce l'altro fondatore Armseel) e da Astraghon dei mitici The True Endless alla voce..
"...There Where The Moon Rises" si presenta a noi come un opera black metal dai tratti pagani e "doomeggianti".. il suono dell'album è abbastanza pulito ciò nonostante il lavoro dei vari strumenti è molto gradevole, unico difetto (se posso chiamarlo difetto) è il volume troppo alto della voce di Astraghon che spesso copre le oscure melodie della band.
Come dicevo "...There Where The Moon Rises" è un disco che, a parte la title-track, di accostabile al black metal puro e grezzo ha solo l'essenza (e non è poco!). cosa voglio dire? voglio dire che il sound è molto doom, condito da riferimenti di pagan black metal.. chitarre con riff opprimenti viaggiano sui pesantissimi tempi dettati da Equinoxe (che è davvero un grandissimo batterista!).. l'interpretazione vocale di Astraghon come sempre è decisamente imponente.. tra uno screaming malato, quasi recitato, ad accenni quasi gutturali, alle splendide quanto inquietanti ed evocative clean vocals che lo contraddistinguono..
Dopo un'intro caratterizzata da un tipico (a forse abusato?) arpeggio black metal, ci troviamo di fronte a 2 tracce come "In Front Of The Golden Throne" e "The Mist Rising From The River" che ci mostrano il lato più pesante e oscuro dei Throned con quei riff pesanti e una batteria quasi doom.. dai tratti epici ed evocativi, l'ultimo brano invece come detto prima è un brano à la Darkthrone, il riffing "malato" corre veloce così come la batteria.. e questo basta per farci notare come in Italia ci siano notevoli band che meritano tutto il vostro supporto!
Ultime due note. 1) Bellissimo l'artwork del disco. 2) Purtroppo sono solo 19 minuti, spero solo che sulla lunga distanza i Throned riescano a farsi valere con brani di notevole spessore..
Gran bel demo questo Black Vengenance! I TOD potrebbero diventare il mio gruppo preferito se continuano di questo passo. Black Metal Old Style, passaggi Doom, elementi malinconici e depressivi che si ripercorrono per tutto il disco.. un misto tra DarkThrone, primi Satyricon, i My Dying Bride e il Burzum di Filosofem.. chitarre che ti tagliano il cuore e che ti fanno piangere, i testi dalle tinte dark/gothic si mescolano perfettamente con le atmosfere create dai TOD e questo mcd è già un loro masterpiece sicuramente, e se riusciranno a fare un full lenght migliore di questo diventeranno il mio gruppo preferito. Sicuramente in questo promo i TOD sono più piacevoli nelle parti più lente che penetrano di più nell'animo dell'ascoltatore. Pezzo migliore? Forse Plenilune of Sorrow, ma ogni pezzo di questo primo lavoro dei Tod è fantastico è non c'è quasi nulla di sbagliato, e l'unica cosa che posso aggiungere è di contattare la band è prendere subito una copia, oppure se siete diffidenti andate sul loro sito e scaricate l'intero demo, e poi lo vorrete tutto per voi. Anche per i TOD spero che trovino presto una buona etichetta che li produca e li promuova in tutto il mondo.
..se seguite un pò la scena black italiana saprete bene che i Tod sono uno tra i gruppi migliori, se non i migliori del True Evil Raw Grim Black Metal.. insomma del black metal nudo e crudo, quello nero e gelido, primordiale e sofferente dei Darkthrone..
"Hymn to the Death" è il loro ultimo lavoro e ci mostra una band ad altissimi livelli, canzoni superlative, invernali, senza speranza, depressive (ma niente "depressive black" nella loro musica!).. riff marci e carichi di disperazione.. uno screaming maledetto e agghiacciante.. un'atmosfera carica di negatività è quello che si avverte per tutta la durata del disco perfino nelle inquietanti parti di tastiera che vi sono tra una canzone e l'altra..
"Hymn to the Death" è composto da 5 tracce e contiene il video di Lost Black Soul, live al Fendalmand Festival di Bologna.. vi è anche la "decadent version" di Lost Black Soul, assolutamente depressiva.. un vero inno alla morte..
..non c'è nulla da obiettare a questo disco, è tutto perfetto, infernale, agghiacciante.. i riff di Helkor sono maligni e disperati, e risultano freschi seppur ultra-raw-grim-black metal (non so se ci siamo capiti!).. Kvart alla batteria è fantastico, le canzoni sono splendide, indipendentemente dal fatto che siamo mid-tempo o ultra-veloci.. nient'altro da aggiungere.. "Hymn to the Death" è un perla rara di puro black metal.. e i Tod, devono essere, come giustamente meritano, riconosciuti come una tra le migliori black metal band del pianeta.. anche se ora l'attenzione sul black metal è rivolta altrove.. ma che ci volete fare.. ora va di moda la Francia.. argh! ..trovatemi un'altra band pura e perfetta come i Tod (non ditemi Darkthrone) ai giorni nostri? ma dove la trovate? ..unici, decadenti, fantastici.. supportateli!

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