Dimenticatoio #53 - StillBorn Webzine [Extract #14: RECENSIONI Pt. I]
Non c'è niente da fare! ..ogni progetto in cui vi fa parte M. è sicuramente un capolavoro di oscura malvagità!
Dalle fredde tenebre sbuca fuori il primo full-lenght targato A Forest (non so perchè ma mi vengono in mente i Cure! hehe! ..oppure i 2 sono stati colpiti dalla splendida cover dei Carpathian Forest)! (per la cronaca i 2 sono M. e Mayhem dei mitici the true Endless!!!)
Questo "The Spirit of the Forest" è l'ennesimo maestoso lavoro concepito da una band in cui vi fa parte M.!
Puro Black Metal, Nero, Cattivo, Tenebroso, Malefico, Puro, Grezzo, Malefico, Vero! Strafottuto Black Metal!! Questa è descrizione di questo disco!
In questo album troviamo, oltre che dietro le pelli, MayheM alla voce e autore dei testi che parlando della vendetta di Madre Natura sulla stupida razza umana..
L'apporto grezzo e sulfureo di M. alla composizione dei pezzi si sente moltissimo, la registrazione grezzissima aumenta il valore di questo disco, le chitarre sporchissime e le vocals struggenti, in uno screamin basso e possente, ai limiti del growl danno quel tocco di diversità dai maestri Darkthrone, Burzum e anche Carpathian Forest..
Grandissima l'opener "Wolf Spirit" che vede MayheM grandissimo come sempre alla batteria (sicuramente registrata pulitissima, cioè non registrata con mille microfoni e poi rovinata alla fine come è la moda dei blacksterz più infami! è solo una critica, ma preferisco questa batteria ai fustini del Dash di latta!) e grandissimo alla voce dove oltre allo screamin personalissimo si diletta in stupende ed evocative clean vocals!
La strumentale "A Walk Through the Forest Unknown" è forse la traccia migliore, disperata, oscura e triste..
"Forest" è una traccia distruttiva, cattivissima!! mi piacerebbe tanto leggerne i testi! Il riffing di M. in questo brano è una tempesta, è essere sepolti dalla grandine.. e la furia della natura la si trova anche in "Choices", mid-tempo distruttivo che lascia alle improvvisazioni(?) di chitarra le armi per dare il colpo di grazia!
Insomma 6 tracce di puro black metal sostanzialmente lento e cadenzata, dall'incedere funereo che sfocia in sfuriate distruttive di rara malvagità!
Il disco si chiude con Bjarka in cui M. si cimenta in un DarkAmbient, da Cold Meat Industry! grandissimo brano, cupissimo, tenebroso, senza via di uscita.. essì, finalmente ho la prova che M. (dopo Burzum) è il mio mito di musicista, di artista, di scultore di sensazioni oscure e decadenti!
Nascono alla fine del 2000 come Subliminal Noise e dopo l'entrata nella band di Sabnak alla voce cambiano nome in Conspectu Mortis. Il gruppo va incontro ad una serie di cambi di line up e alla registrazione del primo e unico demo "Metamorphosis" autoprodotto, solo nel giugno 2004 la band raggiunge un buon equilibrio con l'attuale formazione che gli permette di registrare il primo cd "Soul Subtractor".
La prima cosa dell'album che risalta all'orecchio è il massiccio uso di synth, synth che non contribuiscono solo a dare una atmosfera fredda e tetra, ma spesso sembrano quasi costituire la base su cui sono costruiti i brani, cosa che solitamente non apprezzo ma in questo lavoro ho piacere a valorizzare.
Altro punto a favore, che caratterizza molto lo stile della band, riguarda la batteria, o maglio l'intreccio tra le parti di batteria e quelle (a mio avviso) di drum machine che contribuiscono in maniera egregia a rendere imponente il sound della band.
Purtroppo però in "Soul Subtractor" ci sono alti e bassi, che a volte spezzano anche brani belli e potenti: è il caso di "Into The Chaos" che non riesce a mantenere vivo lo spessore per gli oltre sette minuti di durata, o "Apathis Possibility", uno dei pazzi più belli del cd, vocals cupe e gravi, chitarre graffianti, ma sul finale va scemando.
Sicuramente tra i momenti alti del disco ci sono "The Big Black Hand" che mi ha ricordato la macchinosità degli Hate Seeder, "Perverse Creation (part I)" e "Perverse Creation (part II)".
Io mi sono avvicinato non poco scettico all'ascolto di "Soul Subtractor" ed invece mi ha lasciato con un giudizio positivo, ma consiglio vivamente un suo previo ascolto in quanto è difficile indirizzarlo ad un particolare pubblico anziché ad un altro, ne tantomeno è possibile proporlo a tutto l'uditorio black metal: assidue tastiere, mai uno screaming, chitarre stoppate, ...
A 5 anni dalla loro nascita e dopo 2 MCD accolti ottimamente dalla stampa specializzata, i Disguise esordiscono con il loro primo full-length autoprodotto, "Human Primordial Instinct", con un Black Metal alquanto oscuro con tastiere (per nulla invadenti) e macchiato di influenze Death.
"Human Primordial Instinct" può considerarsi come un concept album.. infatti il tema che contraddistingue tutte le canzoni è l'attuale condizione dell'uomo costretto a perdere la sua vera "umanità" a causa di leggi morali ed etiche che annullano la vera essenza dell'uomo.. ma in "Human Primordial Instinct" viene dato però un altro modo di porsi davanti agli eventi.. un'alternativa all'errata passività dell'azione umana.
Questo concept si sviluppa in tre fasi. La prima fase denominata "Mens Obscurata Dole" racconta di quanto la mente umana sia oscurata dall'inganno di promesse fasulle che rendono l'uomo incapace di andare avanti da solo e quindi l'uomo vive senza rendersene conto, agisce per inerzia..
Il tema di "Mens Obscurata Dole" è rappresentato nei primi 3 brani. L'opener "Infectious Disease" è devastante, dalle inquietanti tastiere di Carnifex, al growl/scream sporco di Vastator Mentis, con una sessione ritmica distruttiva e vertiginosi riff di chitarre che si dividono tra devastanti accellerazione e ancora più devastanti rallentamenti.. "Excited By Slavery" è un brano pieno di cattiveria che si può intravedere dall'interpretazione vocale di Vastator Mentis e dall'ipervelocità distruttiva del resto del gruppo.. "Void Existence" è un brano meraviglioso nel suo incedere oscuro e nella sempre più grande interpretazione vocale di Vastator Mentis.. in questo brano le inquietanti tastiere si uniscono in una nube nera assieme al malefico riffing di Dei Nuntius Mortis, che con la sua chitarra si lancia anche in un assolo death. questo brano chiude la prima delle tre fasi.
"Scared of Leaving Deceit" è il brano che apre la seconda fase del concept denominata "Nostra Humana Resurrectio" che ci racconta che c'è un'altra maniera di vivere, attiva e non passiva, dove l'uomo è artefice del proprio destino.. l'uomo deve risvegliarsi e tornare all'Istinto Umano Primordiale eliminando secoli di condizionamenti e repressioni..
Anche "Nostra Humana Resurrectio" è rappresentata in 3 canzoni. "Scared of Leaving Deceit", "Reborn in a New Skin"(con una bellissima interpretazione finale in italiano) e la title-track.. i 3 brani sono sempre caratterizzati da un grandissimo lavoro della sessione ritmica, riffing che ogni tanto strizza l'occhio al death, tastiere sempre più oscure e Vastator Mentis che si lancia anche in un cantato simil-Attila del "De Mysteriis.."..
Terza e ultima fase del concept è "Settima Proposizione" e viene rappresentata solo dall'ultima traccia "Il resto è conseguenza".. che è l'ultima delle sette proposizioni contro il cristianesimo scritta nel 1888 da Nietzsche nell'"Anticristo".. con questo i Disguise ci dicono che il loro non è un tentativo di influenzare i pensieri della gente e di far accogliere la loro parola come l'unica esatta, perchè non vogliono incappare nello stesso errore che criticano.. ognuno può agire come crede andando però incontro alle conseguenze delle proprie azioni.
"Il resto è conseguenza" è una traccia strana, con la sola chitarra, voci distorte, urla di sottofondo e catene, una specie di outro che è forse la giusta "fine" per questo disco.. calmando l'ascoltatore dopo il viaggio vissuto attraverso le 6 precedenti canzoni.
Insomma "Human Primordial Instinct" è un grandissimo debut, con una produzione eccellente eseguita presso gli Half Moon Studios di Bari (studi che ultimamente hanno fatto passi da gigante come qualità del prodotto finale!) e una qualità nell'artwork di altissimo livello (anche se chissà quante bestemmia hanno tirato giù i Disguise quando si sono accorti di aver stampato 1000 copie con la parola Instinct in copertina senza una N!!) che non fanno trasparire minimamente il fatto che questo album sia autoprodotto.. indi blackster fatevi sotto!! questo disco è pane per i vostri denti.. un gruppo che sicuramente prestissimo verrà notato da qualche grande etichetta!!
Gran bel disco questo split tra Exsecratum e Imago Mortis..
Le prime 4 tracce sono affidate ai Bresciani Exsecratum.. band dedita a un Black ispirato a band come Immortal e Carpathian Forest.. le 4 tracce sono un sunto che i 4 ragazzi vogliono trasmettere.. sensazioni di malvagità e di disperazione tra freddi e nevati boschi.. sicuramente una buona band.. che sa suonare!!
Passiamo agli Imago Mortis.. e dico solo una cosa quando sento un gruppo Black che canta in Italiano tutto il resto passa in secondo piano.. e forse gli Exsecratum son passasti leggermente in secondo piano nel mio giudizio finale su questo split fin dal primo pezzo degli Imago Mortis.. Luna Rosso Sangue!! un pezzo reso ancora più malvagio dalla nostra lingua che sempre pochi gruppi osano a inserirla nel metal estremo.. riducendo tutto sempre alla semplicità dell'inglese.. gli altri 3 pezzi che seguono.. sempre BMOS!!.. sono uno in inglese.. un altro in italiano e un pezzo bellissimo in dialetto bergamasco(?).. insomma 2 grandissimi gruppi.. dedite ad un Black Metal primitivo e feroce.. 2 ottimi gruppi e un elogio verso gli Imago Mortis che con il loro cantato in Italiano spaccano il culo a tutti!
Brixheim... ecco nelle mie mani il famoso split fra Exsecratum ed Imago Mortis, due note band dell'underground Black Metal italiano, che, nel bene e nel male, riescono di questi tempi a far parlare spesso di sé.
Noto subito che l'artwork del CD è ben curato, buon segno, ma noi siamo trve giusto? Quindi dell'artwork ce ne fottiamo.
Quasi senza neanche notare il bell'adesivo appiccicato sulla superficie del disco (ho detto che sono trve, e me ne sbatto dell'artwork ben curato) lo infilo nello stereo, mi siedo davanti al computer e comincio a scrivere... ecco che mi avvolge una tempesta di neve... sono gli Exsecratum, col loro gelido black che dà poco spazio a rallentamenti o parti pulite... devo proprio dire che i ragazzi raggiungono in pieno il proprio obbiettivo, produrre un suono freddo e corposo, infatti è proprio ricevere una bufera di neve in piena faccia! Anche se questo non si sposa granché con la corrente stagione estiva, si può notare comunque il risultato...
I pezzi proposti dal gruppo si mantengono sempre sullo stesso genere, eccetto il primo, "Fatherland", che presenta un bel riff di stampo Hellhammer/Carpathian Forest; dopodichè si incontra subito il classico Exsecratum style (di cui vi ho parlato prima), con un'ottima chitarra (davvero ben suonata) e una buona registrazione, nonché un bel lavoro di batteria... l'unica cosa che mi piace un po' meno è lo screaming, poiché io lo preferisco più alto, e questo è un po troppo... ehm... gorgogliante... O_O
Ed ecco arrivare la seconda parte dello split ("chapter heim"), in cui possiamo ascoltare il lavoro degli Imago Mortis, band lombarda che suona un classico Black Metal senza troppi compromessi, grezzo e veloce, con riffs talvolta "allegri" (tipo i nuovi Impaled Nazarene) che si susseguono a killer riffs, su di una ritmica incessante... si inizia molto bene con la prima canzone, "Luna Rosso Sangue", proprio perché cantata in italiano (a dimostrare quanto questi ragazzi ci tengano alla propria terra), e si continua con un'autentica Black Metal song quale "Black Lord of Samhain", in cui alle parti più tirate si alternano anche mid-tempos, e riffs più cupi. Il settimo pezzo dello split è molto particolare, per via del testo scritto interamente in dialetto (ulteriore affermazione dell'affetto di questa band nei confronti delle proprie origini), che può piacere o meno a seconda dei gusti, ma che musicalmente resta una bella canzone, e che conduce all'ultimo pezzo del CD "Fredda Costellazione Invernale", dalle evidenti influenze Darkthrone. L'unica pecca degli Imago è, a mio parere, il suono della batteria, un po' troppo morbido e basso per i miei gusti, sebbene venga suonata a ritmi di cassa davvero veloci.
Conclusioni: due buone bands del panorama underground italiano si sono unite dando vita ad un gran disco, che consiglio soprattutto a chi non conosca ancora nessuno dei due gruppi, anche perché i demo di solito contengono circa 6 tracce, e se si calcola che qui ci sono 4 canzoni per band si può capire che è più o meno come acquistare due demo al prezzo di uno... inoltre la qualità dei pezzi è ottima per entrambe le bands... che altro dire, se ascoltate il genere in questione vi piacerà, quindi l'acquisto è più che consigliato.
Ah, quasi dimenticavo... un punto in più agli Imago Mortis, per via delle lyrics in italiano; vorrei incitare anche gli Exsecratum ad utilizzare la nostra lingua per scrivere i testi, poiché loro stessi dicono "Italia Sopra Tutti", allora per quale motivo si dovrebbe rinunciare ad una lingua espressiva come la nostra?
..cazzarola! con i Faded la bolognese Il Male Production mette a segno proprio un grande colpo! (..questa frase non è farina del mio sacco!)
I Faded sono un duo di Camerino, in provincia di Macerata (so' du marchisgiani!), formatisi a marzo del 2003 da Framaz e Mkh979, già membri degli Omonimo, band a me sconosciuti formata da 7 musicisti e dedita a un particolare metal estremo (o almeno, così si dice).. con il progetto Faded i due oscuri personaggi invece decidono di cimentarsi in un black più classico con innesti folk e pesantezza doom..
..il mio precedente cazzarola! comunque non deve essere dimenticato! Abandoned Shadows è veramente un bel discone.. e tenendo conto del mio amore verso il black norvegese più freddo e primitivo, e per quello più lento e depressivo, non posso non amare un disco come Abandoned Shadows. Se il solito personaggio vi dirà che i Faded non inventano niente di nuovo, che il loro suono è stantio, che le parti folk e acustiche del disco sono un tentativo andato male di copia, che oggi il black ha bisogno di elettronica massiccia, caotica e nichilista (?!).. potete certo correre a comprare questo dischetto a occhi chiusi e godere delle glaciali composizioni dei Faded (se siete veri amanti del black metal), un vero e proprio spettacolo.. certo le parti folk hanno quel sapore nordico, e non certo marchigiano, ma anche questo è giusto visto che tutte le strutture delle canzoni qui presenti sono totalmente dedite a quello che la Norvegia sfornava tramite gruppi come Burzum, Isengard o Ulver oltre 10 anni fa.. un disco bellissimo, con dei riff veramente belli, un cantato all'80% ottimo, dei synth minimali spettacolari, percussioni evocative, e momenti folk moolto malinconici.. se dalle vostre parti fa troppo caldo e volete assaporare il gelido vento scandinavo questo è il disco che fa per voi.. sono italiani, sono ottimi musicisti e sono al loro primo lavoro.. come inizio andiamo veramente bene, ora manca quel tocco personale e, perché no, più italiano che possa contraddistinguere questo duo come tra i migliori in Italia..
E' impossibile per me descrivere un' opera del genere. Questo è un capolavoro. L'arte nelle sue accezione più oscura e deprimente è concentrata in quest'opera che riesce a racchiudere in se tutta la disperazione, il dolore, la rassegnazione, la rabbia, la depressione e tutto ciò che è così piacevolmente decadente per l'uomo.
E' triste, lugubre e sofferente ciò che emana quest' album! Herr Morbid ha superato se stesso ed il suo precedente capolavoro.
Quest'album è pieno di sfumature di grigio, le sfumature più scure del grigio.. fino ad arrivare al nero più nero.
L'ascolto di questo album ha un solo effetto, quello di lasciarsi andare e abbandonarsi totalmente alla musica e alle parole di Herr Morbid che sicuramente hanno un effetto manipolatore sulle povere menti di persone profondamente depresse..
Parlando più tecnicamente del disco, in Springtime Depression, Herr Morbid trova un suono più personale, unico.. abbandonate definitivamente nel suono le influenze dei Katatonia(BraveMurderDay).. quello che rende quest'album più oscure e opprimente sono i suoni, sembra che questo disco sia stato registrato dentro un vecchio, immenso e decadente capannone industriale abbandonato.. i suoni sono così terribilmente evocativi e portano la mente indietro nel tempo a cercare situazioni e ambientazioni decadenti che risiedono nella nostra mente ma che a volte non vengono mai fuori.. la batteria è così inquietante e angosciante.. il suo suono è molto dark '80, il suo incedere doom è così opprimente che toglie il fiato e ci schiaccia contro la parete dei nostri dolori.. chitarre e basso sono le nostre lacrime.. sono disperate.. sono senza speranza.. sono profondamente depressive..
Basta.. è inutile parlarne ancora.. questo è un disco che va ascoltato.. ma non è per tutti.. è per quelle persone pure che possono capire fino in fondo il suo significato e per tutti coloro, che come me, ogni giorno vivono il male, compratelo, ascoltatelo e vi auguro di ascoltarlo più volte.. e se state veramente male.. spero solo che questo vi sia d'aiuto per la fine delle vostre sofferenze..
L'uscita di quest'album in questa stagione è leggermente in contrapposizione con le sensazione che provoca, sicuramente migliori in autunno/inverno.. ma pensandoci bene è una perfetta colonna sonora da metter su il 15 di agosto quando si è soli in casa, nella desolata città, mentre tutta l'umanità e accalcata nelle spiagge.. e invece nella solitudine più estrema e con il caldo più torrido, le note di Springtime Depression sarebbero le uniche a farsi sentire insieme all'esplosione di un proiettile nel nostro cervello, in quella desolata città..
Ecco questo bello split tra queste 2 band di Black Metal!
Il disco è composto da 8 pezzi suddivisi equamente tra le 2 bands. Iniziano i Goat Horns con un black molto malato che si lega molto al black old style e unisce suoni/rumori che sembrano quasi industrial/noise.. 4 tracce maligne ma che non mi hanno convinto molto.. sicuramente un prodotto malato e infernale.. ma che è molto al di sotto delle successive 4 tracce dei nostri The True Endless! Fantastici! Malvagi! Incredibili.. ed anche molto personali, mini break lenti atmosferici, e accellerazioni misurate e ragionate che rendono il prodotto più maligno, il lavoro delle chitarre è molto buono e secondo me i the true Endless sono una di quelle poche band che incarnano veramente lo spirito Black! Nelle loro 4 tracce poi possiamo trovare momenti in cui si fa usa delle clean vocals.. bellissima la song Necroperversion! e grande il lavoro svolto dalla batteria.. e poi è cantata in dialetto novarese!.. altrettanto cattiva Heretic Sinner.. la canzone più veloce delle 4 e forse anche la migliore.. per quanto riguarda The fear of the northern sky la preferisco nella versione live..
In conclusione abbiamo ascoltato due ottime band: la prima che mira di più ad un inferno "industriale", la seconda invece che ci propone un fantastico black metal, molto personale e originale.. e sicuramente ottimo!
A quattro anni di distanza dal precedente album "Hierarchy 1999" tornano a farsi sentire gli Hanful Of Hate con questo "Vicerown" sotto la nuova etichetta Code666 (solo nel 2001 fanno uscire un EP "Death From Above" per la Downfall Records).
Prima di parlare dell'aspetto musicale, faccio una breve nota sull'artwork: curato dalla Neon Trinity Kill che ha visto pareri contrapposti sul risultato finale, sicuramente cupo e oscuro…ma così tanto oscuro da lasciar vedere troppo poco… . Tornando al lato musicale, che credo interessi di più, ci troviamo di fronte a 9 tracce di rabbioso e veloce black metal della miglior specie. Come la band ci ha ormai abituato, anche in quest'ultimo album si sentono le influenze di stampo svedese, ma in una chiave fortemente personale. Tutto l'album è suonato ad alti livelli, ottima esecuzione di Gionata alla batteria e di Nicola alla voce, come pure è degno di nota il lato compositivo e l'ottima produzione. Non si possono non citare brani come "I Hate", "Beating Violence" o "Vicecrowned Order (Dobermann)" caratterizzate da bellissimi riff e de un ottima sezione ritmica. Non mancano i momenti più lenti come la maestosa "Boldly Erected".
Tutto sommato un grande disco, forse un po' esasperato in alcuni punti (a parte la sopraccitata "Boldly Erected", è un album tiratissimo per tutti e 35 i minuti di durata), ma lo consiglio vivamente a tutti i cultori del black metal e dell'estremo.
Hesperia.. un'altra dimensione.. un viaggio epico in una dimensione lontana nel tempo e nello spazio.. in terre leggendarie, lontane dagli uomini, lontane dai nostri ricordi, dai nostri geni..
A Hesperus l'onore di aver creato questo passaggio dimensionale, abile artigiano musicale, creatore di atmosfere magiche e irreali.. abile nel saper gestire le leggendarie storie dell'Eneide in scenari che sollecitano i nostri 5 sensi più di quanto possano sollecitare le parole lette da un libro..
A Hesperus l'onore di aver creato un nuovo suono, un nuovo genere, un nuovo stile.. evocativo ed unico nel saper maneggiare gli strumenti per creare un suono arcaico, epico, leggendario!
Se musicalmente parlando si potrebbe accostare Hesperia al Black Metal primordiale, genere che sicuramente ha dato le basi per la creazione di questo particolare genere, andando a fondo Hesperia non si può accostare a nessun genere musicale.. Hesperia è un viaggio in altri luoghi e in altri tempi.. e non sono le solite frasi per descrivere bei dischi paragonandoli a dei viaggi mentali.. qui il nostro corpo e la nostra mente vengono catapultati in luoghi mai visti ma che si materializzano ai nostri occhi dal nulla.. provate ad ascoltare questo disco in completa solitudine ad occhi chiusi, con le cuffie al massimo volume.. vi troverete dove non siete mai stati.. in sacri templi naturali sui monti o sui mari.. vi troverete nelle viscere della terra.. vi troverete in mezzo a sanguinose battaglie.. vi troverete al cospetto degli Dei! ..la guida multimediale all'ascolto presente nel cd è anche superflua, i risultati ottenuti coi suoni, tremendamente evocativi, sono tutto quello che ci serve, la vista è inutile.. basta chiudere gli occhi per osservare questo mondo sperduto nel tempo..
E' inutile continuare a parlare di questo disco.. vi consiglio di ascoltarlo.. è un'esperienza davvero unica e indescrivibile.. è qualcosa di magico.. è Hesperia..
PS: altro che viaggi psichedelici!!
..per chi segue l'underground metallico italico il progetto Hesperia non ha bisogno di presentazioni.. per chi invece non segue l'underground italico oppure non può fare a meno delle presentazioni, consiglio di andare a visitare il sito www.hesperianlands.tk (trovatevi un giorno con parecchie ore libere - c'è molto da leggere!!).. comunque indipendentemente dal conoscere chi o cosa è Hesperia, per me Hesperus è una specie di mito.. anche per il fatto di essere un genio incompreso (o compreso poco) ogni suo lavoro passato, presente o futuro per me è e sarà un evento in cui scoprire sempre più i lati più nascosti di una artista geniale come Hesperus..
..Il Ritorno di una Civiltà Arcaica si presenta in una confezione "bustina di plastica trasparente", cd serigrafato con tanto di titolo e logo, libretto 4 pagine con spiegazioni sul progetto e varie immagini, una copertina color verde scuro che ci mostra una foto del tiranno di Hesperia, 6 canzoni, 1 traccia fantasma e quasi 50 minuti di musica.. il genere può essere associabile alle vecchie registrazioni degli Herjiadard storica formazione finlandese di Turku, attiva sul finire degli anni 80, fautrice di un black metal epico e pagano.. mmm.. scusate sto scherzando, però era un simpatico omaggio alle recensioni che scrive Hesperus (..anche questo sempre per chi segue l'underground metallico italico e gli articoli di Hesperus ..).. occhei, facciamo le persone serie e parliamo de Il Ritorno di una Civiltà Arcaica, secondo disco del progetto Hesperia, che segue a distanza di un anno quel capolavoro di Aneidos Metalli Apotheosis pt.1, disco che mi ha fatto conoscere Hesperus, il suo mondo, la sua musica e il suo genio creativo.. effettivamente quel lavoro mi colpì tantissimo, vuoi per quelle assurde composizioni di soli bassi, vuoi per quei surreali paesaggi creati dai riverberi naturali delle grotte dei Monti Sibillini, vuoi per le tematiche trattate, per l'approccio mistico con cui veniva trattato il tutto e anche per l'interpretazione vocale di Hesperus.. un gioiellino, ma probabilmente destinato a pochi. Oggi Hesperus si ripresenta a noi con Il Ritorno di una Civiltà Arcaica ma ci accorgiamo subito che qualcosa è cambiato, infatti quel mondo onirico ed evanescente, sperduto nei tempi, ora sembra essere più materiale e palpabile, meno sognante e meno bello.. è come svegliarsi e rimanere delusi perché era soltanto un bel sogno.. con Il Ritorno di una Civiltà Arcaica Hesperus rispolvera le sue vecchie chitarre e le sue vecchie passioni per il black metal (infatti l'album è basato, anche se Hesperus dice solo concettualmente, alla rehearsal del '97 The Return of an Archaic Civilization) pagano, epico e folk (ovviamente conoscendo Hesperus capirete che gli aggettivi pagano, epico e folk si ricollegano allo spirito arcaico italico e non a ghirigori folk nordici o esteuropei..).. il risultato come ho già detto è meno idilliaco (nonostante la parvenza oscura che assumevano i vecchi brani) e leggendario del precedente album.. nonostante questo è sempre un piacere ascoltare un disco di Hesperus, in quanto unico nel suo genere e inimitabile.. ma rimane quell'amaro in bocca per non aver assistito a un prosieguo degno del primo album.. anche se, credo che questa sia una scelta voluta da Hesperus solo perchè questo album rappresenta la prefazione al Secondo e al Terzo Compendio dell'intera opera (compendii che si svilupperanno nei successivi cd), mentre Aneidos Metalli Apotheosis pt.1 in quanto facente parte dei cd del primo Compendio (ovvero riguardante le epoche storiche italiche) assume connotati diversi e meno "metallici" (infatti 'sto disco e sottotitolato Hesperian Metal).. comunque, sicuramente non si rimane delusi dall'ascolto de Il Ritorno di una Civiltà Arcaica, anzi, incontriamo vecchi e nuovi lati della musica di Hesperus (dal black pagano, al progressive oscuro dei '70, dall'ambient al folk..) e osserviamo sempre più la complessità della maestosa Opera messa su da Hesperus qualche anno fa..
Per chi non li conoscesse già, gli Impure Domain nascono nel 1998 ad opera di Angy (voce) e Mikheil (basso). La band registra alla fine del '99 "Progression To Impurity" su cassetta, poi stampato su cd nel 2000: un lavoro black metal, registrazione scadente, ma sinceramente un bel lavoro. Da questo momento in poi il gruppo foggiano comincia ad esplorare nuovi orizzonti musicali e li concretizza in "Vivere Di Male / The Evil Within" (2002), che propone una miscela tra black metal ed elettronica. Ed è proprio su queste coordinate stilistiche che si muove il successivo "H.I.V. Parade" album targato 2004.
Gli Impure Domain forgiano un lavoro decisamente maturo ed estremo, merito non solo dell'indubbia esperienza maturata negli anni, ma (da un punto di vista strettamente legato al suono) anche dell'utilizzo della drum machine che dà all'album quel sapore 'techno'.
Grandiosi brani come "Nihilistik" con estrema e macchinosa drum machine, synth avantgarde, e riffs black; "Kaos Mit Uns"con una bella chitarra solista; o ancora "The Endmost Pitch" dove si passa da momenti cantati con maestosa voce pulita degna dello stesso accompagnamento musicale, a momenti con influenza Attila-Csihariana. Influenza che si sente su "Diable Deluxe vs. Gaz Inchristique" altro brano sicuramente non trascurabile e su "Visionoir Ov The Grotesque" uno dei pezzi più elettronici di "H.I.V. Parade"... e visto che stiamo parlando di elettronica non possiamo non citare la conclusiva "Mistrial": un viaggio di oltre otto minuti in ignote dimensioni cyber-digitali tra martellante goa, synths che rasentano a volte la soglia dell'orecchiabile ed un pizzico di melodia.
Prima di chiudere ho piacere a sottolineare la partecipazione di Mord dei Tronus Abyss che ha composto per l'occasione due brani l'opener "R.N.A.: The Triumvirate" e un intermezzo "Weirdoutovhand"; è inutile precisare, nonostante la loro breve durata, l'ottima composizione e macchinosità dei pezzi.
Che dire di più... l'innovazione e l'elettronica sono i punti forti degli Impure Domain su una base sostanzialmente black metal. Se amante o comunque non vi dispiace questa nuova corrente musicale, "H.I.V. Parade" fa sicuramente per voi.
Il futuro del black metal è già qui!!!
PS: un artwork più curato non sarebbe dispiaciuto.
Se il ritorno dei Legion of Darkness ci mostra una formazione matura, capace di creare un disco bellissimo, competitivo (probabilmente tra i più belli usciti in questo 2004 - e non solo a livelli di autoproduzioni!!), con un sound spettacolare, una produzione fantastica e una certa dose di personalità e fantasia capace di accontentare i metal-kids di mezzo mondo (ovviamente mi riferisco a chi ama il black, il death gotico e insomma un pò tutte quelle ramificazioni malinconiche del metal estremo).. io mi ritrovo alquanto rattristito ad ascoltare questo Cantus che perde di quelle atmosfere evocative, di quel suono mediterraneo e di quella carica grezza e istintiva presente sul precedente demo.. uè! prendete con le pinze quello che ho detto perchè Cantus è veramente tra i più dischi black dell'anno (ed io avevo delle aspettative leggermente diverse e non mi sarei mai aspettato un disco del genere), ma questo allontanamento da quelle atmosfere mediterranee per avvicinarsi a sonorità che abbracciano culture che si distaccano moltissimo da quanto si può trovare nel folkore siciliano (ad esempio).. non è che mi sono sognato Agghiastru che mi dava consigli su come fare un pezzo mediterraneo, però sentire 2 siciliani che uniscono al loro black atmosfere folkloristiche nordiche mi fa un certo effetto.. anche il loro black è cambiato, certo la produzione è tutta un'altra cosa rispetto al demo omonimo, ma vi sono più momenti epici e anche momenti più gotici (in alcuni momenti mi sono sembrati i Cradle of Filth, probabilmente la voce di Mariella Mannuino in Lost Atlantis ha accentuato questa mia impressione).. i pezzi sono diventati lunghissimi, 10 minuti in media, e più complessi (in quei 10 minuti succede di tutto, da sfuriate violentissime - con riff davvero belli tra l'altro - a momenti epici e gloriosi con tanto di cori e passaggi a mid-tempo che ti danno una grandissima carica!).. il disco è fantastico, oscuro, epico e senza pecca alcuna, ma dai Legion of Darkness io m'aspettavo qualcosa che suonasse più "italiano".. fa niente! sarà per la prossima volta, per ora consiglio a tutti di comprare Cantus e di godere del suono di uno dei più grandi gruppi black metal che l'Italia abbia mai sfornato..
Traccia Top: Solo Sepolcri e Cenere
Ottimo questo primo album Autoprodotto! dei Malnàtt!!
I Malnàtt sono un gruppo proveniente da Bologna che ci propone un folk metal molto personale e condito dal Black Metal..il tutto cantato in italiano e bolognese.. il risultato finale, anche se la proposta musicale è molto strana e abbastanza coraggiosa e quando si osa molto si rischia di rovinare tutto.. è decisamente fenomenale. Si inizia con una musica sacra spagnola di origine medievale si intitola Como Poden e lascia presagire benissimo! e ci introduce alla successiva bellissima Deus Vult! uno dei pezzi migliori intervallato da bellissime melodie della Fisarmonia e dalla bellissima voce di Elena. Segue l'aggressiva "La Vanpîra" anch'essa sulla scia della precedente e Îra la canzone più Black del disco!! poi tocca a Misêria riportarci in serenità e introdurci a Talebano, un pezzo scritto dal precedente chitarrista ispirato dai grandi chitarristi spagnoli. Tocca a 1097-2001 riportarci alle sonorità metal. Questo pezzo è molto attuale e parla delle antiche e "moderne" Crociate. A questo punto i Malnàtt ci ripropongono il loro precedente demo del 2001 co i 4 pezzi pezzi completamente risuonati e devo dire che è veramente un bel lavoro, come sempre c'è la fisarmonica a dominare alcuni pezzi, ma la tecnica e la fantasia non manca a questi ragazzi.
Ok. va bene. ma tutta questa descrizione traccia per traccia a che serve? serve a introdurvi al pezzo che più mi ha colpito. Fin qui il lavoro era già a livelli medio alti e la componente di fantasia e originalità dei ragazzi rendeva il tutto a livelli ottimi, ma la bonus track di quest'album mi ha decisamente sconvolto ed ha alzato notevolmente anche il livello di quest'album e la mia valutazione. sto parlando di "Pezzo di Metal" un brano che si distacca notevolmente dagli altri 11 e che è una presa per il culo del crossover/numetal che in questi ultimi anni va tanto in voga.. bhè.. che dire.. la prima volta che l'ho ascoltato stavo per morire(veramente!).. morire dalle risate e dai dolori che questi mi avevano procurato.. tutti i clichè del crossover riuniti in un'unica canzone, che poi è anche la più bella canzone crossover che IO abbia mai ascoltato.. Porz in questo pezzo cambia voce e mi sembra quasi quel vocione anni80 che cantava la sigla del telefilm "College"(ricordate?).. un testo ispirato totalmente ai testi di protesta del crossover-nu-metal e altamente demenziale, e devo dire che se i Malnàtt decidessero di cambiare genere e darsi al crossover sarebbe sicuramente la migliore band al mondo.. il pezzo è condito anche da un ottimo assolo di chitarra che in questo genere non vi è quasi mai presente.. il pezzo si conclude con uno sputo.. grandissimi!!
Per tutto il resto è una band decisamente da supportare.!! spero tanto che prestissimo una grande label si occupi di voi e di promuovervi nel mondo!
Ecco il Demo di Nott, one-man band, di H.Archvile, già cantante dei Putredine, band grind. Qui ci propone un Black Metal Old Style molto influenzato da gruppi come Burzum e Darkthrone dei quali c'è anche una cover (Graven Takeheimens Saler) nell'outro del disco.. Un disco veramente bello. Così è che va fatto il Black e non c'è niente che si deve cambiare altrimenti non sarebbe più del vero Black.. qualcuno dirà che cose del genere si facevano 10 anni fa, ma chi se ne frega.. questi disco emana malvagità dolore e disperazione da ogni nota ed è questo che rende un disco valido e apprezzabile. In più ci sono molte idee interessanti, che si affidano sempre sulle basi messe dai Darkthrone.. momenti più intimisti che solo una one-man band può creare e può riuscire a trasmettere.
Un lavoro molto intenso dove nessun brano risulta inferiore agli altri, tutte canzoni di altissimo livello..
Solo un appunto.. nella bio H.Archvile dice che ha cantato Graven Takeheimens Saler in inglese per rispetto verso non conoscendo il norvegese.. e perché non cantare i tuoi pezzi in italiano per rispetto alla tua lingua?
comunque un lavoro veramente fantastico. Supportate!
Bellissimo questo split tra i Norvegesi Gravferd e i "nostri" Skoll!!
Solo 2 pezzi sono contenuti in questo split.. ma sono entrambi di grandissimo valore!
I primi ad esibirsi sono gli Skoll del mitico M., il brano proposto, Keep Alive Your Heatenfolk, è veramente fantastico, in questo periodo gli Skoll erano ancora una band completa e non la one-man-band attuale del solo M., bhè.. questo brano si può definire un incrocio tra gli Skoll del 1996 e gli attuali Skoll guidati dalle idee del solo M., infatti questo brano è basato sulle composizioni più lente e tristi dell'ultimo periodo, miste a quelle più metalliche e tastierose del primo, per carità, stiamo parlando sempre di pagan metal, o heaten metal, o come cazzo lo volete chiamare ma questo pezzo è veramente monolitico! tastiere pompose, sessione ritmica in assetto da guerra, basso iper-pulsante, cori epici, violini, flauti, voce pulita sempre in primo piano, e un pianoforte che nella sua semplicità crea melodie da orgasmo! ..insomma come sempre un grandissimo brano per gli Skoll!
L'altro brano invece vede impegnati i Norvegesi Gravferd.. e questo è un altro grandissimo pezzo! ..non conosco il gruppo ma da questo brano si intravedono grandissime cose! brano lento, epico, maestoso, screamin' misti a songanti voci narranti che si poggiano su riff d'altri tempi e si alternano tra mini-assoli e tastiere atmosferiche.. e poi.. un finale in crescendo di puro metallo!!
Insomma, gran bello split, testimonianza di due grandissime band e del loro grande valore espresso nel 1997 e.v.!!!
Non c'è niente da fare.. M. è forse il personaggio migliore della scena estrema italiana.. ogni suo progetto è sempre sopra la media, fantastico, evocativo, maligno, perverso.. basti ricordare i mitici The True Endless e gli A Forest per citare 2 oscure creature che lo vedono impegnato alle chitarre..
Negli Skoll, invece, M. si ritrova solo, accompagnato da dei session members che condividono questa sua ennesima grande e oscura creatura (Skoll era il dio delle foreste mi pare? o sto dicendo una cazzata? boh!?)!!
In questo disco prodotto dalle iperattiva Aemathien Distro (è una ristampa del disco uscito per la Huginn Production con in più la versione rimsterizzata del demo del 1996!), M. ci mostra il suo lato dedito al pagan metal.. infatti i 4 brani proposti nel MCD "Warriors of the Misty Fields" sono sicuramente 4 grandissime canzoni di puro pagan metal, o heathen metal.. genere che via via negli anni si sta sempre più plasmando, e standardizzando su determinate caratteristiche che vanno oltre il lato puramente pagano delle tematiche trattata nelle canzoni..
Elemento fondamentale di questo nuovo ciclo di Skoll sono l'inserimento fisso del violino nella struttura delle canzoni che vedono sminuire il valore delle tastiere impiegate solo per creare una certa atmosfera epica, leggendaria, persa in tempi passati.. quindi tra voci solenni e screamin' di disperazione si sollevano riff tristi e oscuri e una sessione ritmica rituale che conduce l'ascoltatore in mondi magici e fatati, tra leggende epiche e paesaggi onirici.
Non c'è un pezzo che si distingue maggiormente tra i 4, sono tutti di grandissimo valore, nell'ultimo brano si può notare la voce di Sara, cantante dei Lifend, che, secondo il mio modesto parere, si adatta molto meglio sui brani degli Skoll che in quelli dei Lifend, poi vorrei segnalare "Longobardr", brano da battaglie epiche e violente, dall'incedere veloce e maligno, con riff potenti e cori epicheggianti da preludio alla guerra!
Nella seconda parte del cd, invece, come detto prima, vi è inclusa la versione rimasterizzata del demo "...In the Mist I Saw..." del 1996, quando gli Skoll erano una band completa.. bhè.. che dire.. è tutta un'altra storia! IO li preferivo nel loro momento iniziale gli Skoll, non che abbiano perso il loro smalto epico, ma non saprei spiegare, in questo demo si vede una band più mistica, più magica, sognante, innovativa con tocchi di classe che possono abbattere interi album perfetti dall'inizio alla fine..
Ad aprire le danze ci pensa "Hourling Soul", maestosa cavalcata metallica, tra tastiere pompose, break atmosferici, cambi di tempo, magiche chitarre e un espressività nella voce dell'ex cantante Simone, veramente toccante!!
Il pezzo seguente è "SKOLL", introdotto da magiche tastiere che si poggiano sulle oscure trame metalliche del resto della band, tastiere quasi à la Deep Purple ma che si trovano in tutt'altro contesto per poi dare spazio a un potente brano epico, oscuro e maligno! ..il basso pulsante di M. è da goduria e le chitarre di Daniele creano break oscuri e tenebrosi..
L'incipit funereo di "Moon" ci introduce a un altro pezzo di grandissimo valore, molto epico e molto malinconico.
Chiude il disco "A Vision of War Through the Mist", brano che mi ha colpito profondamente!!! ..l'attacco è puro Black Metal, il seguito è magia! in questo brano le tastiere di Nicola danno il meglio ed è una grandissima sorpresa sentire omaggiare i Bronsky Beat ed il loro grandissimo pezzo Smalltown Boy (brano simbolo del synthpop gay!) ..infatti si poggia benissimo malinconico il giro di tastiere di Smalltown su questa canzone, non so se chiamarla cover, tributo o copia spudorata, sta il fatto che questo è brano immenso, che procede per vie oscure e tenebrose per finire in magici luoghi che l'uomo non ha l'onore di vedere..
Insomma un altro grande disco, un altro grande progetto del grandissimo M., uomo che sta diventando sempre più un mito per me e che lo dimostra sempre più con ogni sua uscita discografica!
MA PERCHE' NESSUNO GLI OFFRE UN MEGA-CONTRATTO E LO FA CAMPARE DI SOLA MUSICA??
Dopo anni dall'uscita del primo demo (diventato ben presto sold-out e che in futuro dovrebbe essere ristampato) i Sigma Draconis tornano alla grande con un full lenght autoprodotto, di ben 10 tracce registrate in vari studi nel corso degli anni 2002-2003. Dopo un breve e gradevole intro d'atmosfera (con un dialogo spettrale accompagnato da un arpeggio oscurissimo) si entra immediatamente nel vivo dell'album, un suono davvero curato e compatto, come d'altronde si richiede dal sottogenere suonato dai nostri, che non deludono per niente. La registrazione è ottima, e anche il missaggio, avrei solo voluto sentire un po' di più le chitarre in alcune tracce, ma non è poi un difetto così grave.
Il sound del gruppo è caratterizzato da un uso intelligente delle tastiere, che spesso, in perfetta sintonia con le chitarre, ricreano bellissime pause di riflessione e atmosfera (come non citare a questo punto il fantastico assolo di chitarra che subentra dopo un giro di keys della terza traccia, "Hightspell under a Funeral Storm"), mentre altre volte sanno accompagnare alla perfezione i tempi in 32esimi, creando momenti di vero caos e delirio... opprimente! Ne approfitto per elogiare le prestazioni di Janicot alla batteria, preciso, originale e veloce, davvero un ottimo lavoro! Molto bella la marcia iniziale della sesta traccia, "Death to the Weak".
Un'altra caratteristica dei Sigma Draconis sono i riff "fieri" tipici del NSBM, spesso legati a riff più "melodici", che personalizzano in questo modo tutto il sound, senza comunque far notare lo stacco fra uno stile e l'altro, i quali sono oltremodo perfettamente amalgamati fra loro.
Il disco, complessivamente, presenta di continuo cambi di ritmo, che vanno dai mid-tempos fino a tempi più veloci, sfociando a volte in cadenze più rarefatte (mai troppo presenti e mai troppo lente...), ma talvolta non cattura totalmente l'attenzione dell'ascoltatore a causa di riff troppo "sentiti", direi l'unico difetto che ho notato nel disco. Consiglierei di conseguenza ai ragazzi di curare di più le ritmiche, che ricadono troppo spesso sui bicordi aperti e stoppati... niente da dire invece sulle parti di lead guitars.
E visto che siamo al momento dei consigli, ne approfitto per suggerire al gruppo di contemplare la possibilità di cantare testi nella madrelingua, i quali, mi è infatti dispiaciuto notare, sono del tutto assenti, se si esclude l'ultima traccia discorsiva.
Un ultima nota di merito per l'artwork: cd serigrafato e booklet a 4 pagine con foto di sfondo stupende.
Non penso abbiano bisogno di presentazione, i True Endless sono una delle più importanti realtà black metal del panorama underground italiano che approdano, sempre sotto la Aphelion Production, al secondo full lenght A Climb To Eternity.
Con grande emozione e paura (... paura che non fosse all'altezza del precedente Wings Of Wrath) inserisco il cd nel lettore e mi preparo a dare il primo giudizio... il pezzo che apre è la title-track... play... un freddo e grezzo riff mi avvolge nella stanza... scheggia un agghiacciate screaming... ed inizia il caos... tutte le mie paure sembrano finire... l'impatto è stato positivo!
Anche la seconda The Sea And The Deep Water si fa apprezzare: riffs true, sfuriate con incredibili giri di batteria, curate le vocals. Ancora grandiosi riffs innalzano Dominion Of Euphonia caricandola di una cupezza non indifferente.
Dopo Prelude intermezzo dell'album, è la volta di Margoroth e di un leggero cambiamento di stile: al cantato in screaming si aggiunge la seconda voce pulita in stile viking-black alla Isengard (cosa che ai The True Endless funziona bene, ricordo Vaeverland del precedente Wings Of Warth), il brano scorre che è una bellezza!
Con Legion Of Dark Horizon si trova spazio anche per le ritmiche di impronta deatheggiante, ma non mancano i momenti slow e le parti tirate, bella la sfuriata finale con tanto di assolo.
Ritorna l'impronta viking con The New Glacial Era pt. I and II, sinceramente non ho ben capito dove finisce la prima parte e dove inizia la seconda, comunque è intorno ai 2/5 della canzone che c'è il principale cambiamento stilistico: si passa dalla parte black metal tirato con parti cantate in screaming e con voce pulita, alla fase lenta e malinconica esclusivamente cantata con voce pulita, dove degno di nota è sicuramente il pregevole drumming e belle le parti di chitarra sul finale. Chiude il disco Going To Nordland con liriche in italiano.
In conclusione un bel disco anche se i livelli di godimento che mi aspettavo non rimangono sempre vivi e talvolta si perdono in alcuni passaggi un po' monotoni. La produzione è grezza, ma al punto giusto, si distinguono, infatti, con piacere tutti gli strumenti... naturalmente è un disco di puro black metal quindi consigliato ai puritani del genere ed a chi già conosceva ed apprezzava The True Endless.
bellissimo questo live dei The true Endless! fantastici! tra le migliori black metal band italiane! un live distruttivo! malvagio! e chi più ne ha più ne metta.. un live che non bisogna lasciarselo scappare. Dovete assolutamente farlo vostro. Questi ragazzi sono immensi. Hanno una potenza e una malvagità incredibile.. ogni pezzo di questo live è fantastico.. sono tutti brani molto personali e potenti.. l'unica pecca, se dobbiamo trovare un difetto la trovo nella cover di Freezing Moon! (preferisco la cover dei Vader!) e comunque è bella potente anche se cantata quasi tutta in pulito.. non avrei disdegnato a sentirla cantare in screaming da Astraghon che è davvero impressionante negli altri pezzi.. comunque per citare qualche chicca vi segnalo "the forest like us", "the fear of the northern sky", "path of flames"... vabbè pensandoci bene ve le segnalo tutte! questo è un live fantastico e chi non se lo compra se ne pentirà fra qualche anno quando i The True Endless saranno il punto di riferimento del True Black Metal!!
Ed eccomi a scrivere qualche parola su Wings of Wrath, primo full lenght dei novaresi The True Endless, guidati dal grandissimo M.!
Su questo disco vi è poco da dire.. vi è da dire solo che probabilmente i The True Endless sono il miglior gruppo Black Metal Italiano!
Avevo già ascoltato quasi tutti i brani presenti in questo disco nel mitico disco "Live and Raw" uscito un anno dopo questo disco per la Aemathien Distro!
..infatti dopo i primi ascolti queste versioni studio, mi sembravano inferiori in confronto a ciò che dal vivo producono questi 4 demoni.. e mi gasavo ascoltando le criptiche e anti-armoniche bonus track!!(con 3 cover distruttive!!) .. canzoni davvero grezze e maligne.. con un sound grezzo e "straccione" proprio come piace a me.. poi col passare degli ascolti, ho digerito i suoni più puliti e mi son detto "cazzo! ma queste tracce studio sono enormi!! ..perchè cazzo devo pensare al Live? in studio i The True Endless distruggono veramente tutto!!" ..e ho cominciato ad ascoltare Wings of Wrath sempre e in continuazione!!
Questo disco è un capolavoro, nessun amante del VERO Black Metal può lasciarsi sfuggire questo gruppo! canzoni come The Forest Like Us e Nightfall non possono non colpirvi! avvolte in una nube oscure e malefica che sprigiona tutto il male attraverso l'intermezzo ambient The Orgue Morgue.. e che dire dei pezzi forti di questo disco? The Bloody Anus of Jesus Christ e You'll never Walk Alone! La prima è semplicemente geniale, semplice, grezza, maligna e distruttiva.. mi viene da urlare "aaarrrgh!!!" (questo può bastare per spiegare il tutto!) ..la seconda è maestosa, potente, veloce, trascinante, malefica, fa parte di noi, è dentro di noi, ed è qualcosa che da dentro il nostro essere uomini viene fuori ogni qual volta viene sollecitata da questo brano!
Insomma come ho detto prima vi è poco da dire, questo disco è enorme, come ogni produzione dei the true Endless e di M.! ..se non siete dei poser modaioli, stupidi e ignoranti non potete non avere questo disco nel vostro stereo!
PS: si consiglia di averlo e ascoltarlo su cassetta che su cd! (visto che su vinile non è disponibile!)
Ecco il ritorno dei Vampiri! Un ritorno alle origini.. i nostri Vampiri infatti decidono di dare alla luce Vampyrìsme, cioè hanno scavato nelle tenebre per trovare il loro primo e rarissimo album "Vampyrìsme, Nècrophilie, nècrosadisme, nècrophagie" del 1995, togliergli un pò di polvere e risuonarlo completamente!
Bhè! Precisando che il sopraccitato album non ho mai avuto il piacere di ascoltarlo, devi dire che se le basi su cui i TDV si poggiavano nel '95 sono queste, bhè, devo riconfermare le mie buonissime impressioni su questi oscuri musicisti!
Quest'album è stato completamente risuonato nel 2003, è sicuramente il loro stile attuale, le nuove influenze, i nuovi mezzi di registrazione hanno influito su questo disco che risente ancora molto di influenze black metal, via via cancellate totalmente dal gruppo, che hai giorni nostri è diventato un gruppo di metallo estremo, epico e teatrale abbastanza unico, penalizzato solo da pregiudizi infamanti soprattutto da parte della critica italiana..
..questo prodotto è di altissimo livello, rispetto a tutte le ultime uscite di Black Metal Sinfonico/Teatrale/Orchestrale/Buffone, insomma i Vampiri ci danno questo buonissimo lavoro (che è sicuramente sotto la media delle ultime uscite dei TDV, ma messo a confronto con altri dischi pseudo-black è enorme!) arricchito da sonorità nuove e richiami anche a sonorità ottantiane, e anche a gruppi come Novembre (vedi Ancient Damned) e co.
Davvero un buon disco con 4 bonus e la cover di Lacrima Christi dei Christian Death dell'era Valor (che è presente in questa canzone), la Lacrima Christi in questione è la versione italiana che Valor incise nell'edizione speciale di The Wind Kissed Pictures (Past, Present and Forever).. devo dire che la re-interpretazione dei TDV di Lacrima Christi è fantastica e che Scarlet su questo pezzo è enorme, dovrebbe cantare sempre in italiano!
Insomma un buon disco, sicuramente un gran bel regalo per i fan! ..ma anche per chi non conosce i Vampiri.. anche se IO consiglio di cominciare dagli ultimi 2 lavori per vedere il sound che negli anni i TDV sono riusciti a sviluppare!
..e finalmente esce l'attesissimo split tra gli umbri Thodde e i bolognesi Malnatt.. "N.S.B.M." ovvero Necro Swine Black Metal, per chi ancora non avesse capito "Swine" significa "PORCO" ..a questo punto mi viene spontaneo dire: "ma li mortaaaacci vostra!" ..vabbè avrete capito di che si tratta.. hehe.. uno split dal sapore goliardico e provocatorio, ma d'altronde è una cosa da aspettarsi dall'etichetta che produce gruppi come Masseporz, Buzzum, Autori Vari o Calabrian Forest..
..musicalmente parlando i 2 gruppi non sono molti simili fra loro, i Thodde propongono un black metal bastardo con inserti di voce pulita simil-epica, tastiere spaziali e una forte componente folk marziale.. i Malnatt, che già conosco, invece propongono un black metal sporco di influenze epic/heathen/pagan/folk, insomma.. avete capito! ..i primi 5 brani sono per i Thodde, gli altri 5 dei Malnàtt, chiude il disco una "ghost track" (traccia fantasma!) bellissima, tutta da ascoltare..
..ma passiamo all'analisi dettagliata dello split.. "PenUmbra" del duo HerrThodde/BlackIce fa da intro per lo split.. tastiere su tastiere che si sovrappongono e creano un'inquietante intro black metal, ecco!, il genere della prima traccia possiamo definirlo come "black metal intro".. segue la fredda, velocissima ed epica "A Cold Wind", una traccia massacrante, senza un attimo di respiro, riff primordiali, screamin cattivissimo, cori epici e batteria Mach3.. il tutto ad annunciare la lunghissima "She Creeps among the Naked Stones" e qui la necro-attitudine è a mille, una canzone lenta, lamentosa e dissonante, e profondamente oscura.. nera! .."Ild (the Will)" è l'unica canzone tra tutte quelle che ho ascoltato dei Thodde a non essermi piaciuta, la trovo debole e senz'anima, pur avendo dentro un certo chitarrismo simil-jazz (forse è proprio questo che mi disturba) e altre strane componenti che allontanano il classico suono dark dei Thodde.. chiude la parte di split dei Thodde "Ballad of the Boars" outro condita da chitarra arpeggiata, tastiere e percussioni marziali..
..e passiamo ai Malnatt, la band di Porz è una tra le mie preferite, "Perle per Porci" l'ho consumato dagli ascolti.. quel particolare metal estremo folkloristico bastardo con fisarmonica al posto della chitarra solista, cantato in bolognese e ricco di richiami folkloristici infami.. non erano i Casadei del Metal ma nemmeno degli scialbi In Extremo padani.. erano qualcosa di unico e bello.. ed ora? ora sono cambiati, sono evoluti (?), hanno intrapreso nuove vie.. sempre particolari, ma molto moooolto black metal, ma li mortè.. se ai primi ascolti questi nuovi Malnàtt mi stavano apparendo l'ennesimo gruppo infame.. (pausa) .. (pausa) .. (suspance) .. vabbè tanto non riesco a nascondere, state leggendo su uno schermo, si vede ciò che scrivo.. argh! irgh! ..vabbè torniamo seri.. ma lo sai che mi piacciono i nuovi Malnàtt? ma lo sai che sono un gruppone? ma lo sai che mandano a casa tutte le band black metal esistenti al mondo anche se loro non sono black metal? ma lo sai tu lettore che ora stai leggendo tra il divertito, l'arrabbiato, il dubbioso e il curioso che ti sto prendendo per il culo? ..no. scherzo, non ti sto prendendo in giro! i Malnàtt hanno dimostrato una volta di più di essere tra le migliori band al mondo, tecnici, geniali, sfrontati, oscuri, non si prendono troppo sul serio, hanno voglia di sperimentare, di trovare nuove soluzioni, rimanendo sempre ad alti livelli qualitativi.. ma li mortè! ..guarda caro amico che non è una cosa semplice fare delle canzoni belle, come non è una cosa semplice fare delle canzoni commerciali.. credi che i ritornelli per le canzoni di Britney Spears vengano fuori dal nulla.. c'è chi studia anni ed anni per fare una cosa del genere che possa catturare l'attenzione di migliaia di ragazzini.. cosa altrettanto difficile fare delle canzoni del livello tecnico/emotivo composte dai Malnatt, prendi la prima "La guera d'incion" con tanto di intro di quel "gay" di Monteverdi (l'Orfeo è una sborra! - azz! che commento tecnico-critico!) ..l'hai presa? la stai ascoltando, canzone epica come non mai, perfetta in ogni secondo, cori suggestivi, chitarre e tastiere che si prendono a braccetto e quell'intervento pseudo-medievale che ti distrugge.. hey! ma ti rendi conto? ..per non parlare delle successive "Miseria" e "La Vanpira" dell'album precedente che troviamo sotto una nuova veste.. più cattive, più black e più epiche.. ma io direi anche più "metal".. uhm.. mi sto dilungando troppo.. comunque, segue "Festa Pagana" una cover dei Moonsorrow, gruppo che non ho mai ascoltato in vita mia, ma dopo questa cover, se i Malnàtt, non hanno proprio stravolto il pezzo, cercherò di reperire qualche loro disco.. chiude il disco (prima della ghost track) "L'esanza dal Dievel" la cover di Quintessence dei Darkthorne.. da true black old grim raw defender of the black flame, dico che non c'era assolutamente bisogno di una cover.. e che nessuno merita di fare cover dei Darkthrone, poi da "critico musicale", dico che questo nuovo arrangiamento della canzone è piuttosto personale (in fondo, non ci sono molti cambiamenti, a parte l'evidente coro femminile..) non rovina l'originale e ci sta bene.. bravi!
Conclusioni: grandissimo split. due grandissime band (i Thodde si stanno evolvendo pian pianino e spero che trovino uno stile tutto loro al più presto, e credo che non dovremo aspettare molto..) una grande piccola realtà, quella de Il Male Production.. non ci resta che attendere i prossimi lavori (spero sempre più sperimentali) di Thodde e il prossimo album dei Malnàtt "Nemesis Suina" (ma dai! ma come si fa..)..

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