Dimenticatoio #3
ARVIND, progetto che venne creato apparentemente nell'anno 2000 e che pubblicó due demo tra il 2000 ed il 2004.
La seconda demo intitolata "Infernal Moonlight" é la piú nota, nonostante le poche recensioni ancora visibili online non la celebrarono particolarmente. Quest'ultimo lavoro della band veniva pubblicato dalla Black Blood Productions, label che diede supporto a band italiane come Gosforth, e band straniere quali Goetia, Pyre, ed i grandissimi Darkened Nocturn Slaughtercult.
[blackmetalistkrieg.net] Uno sguardo alle origini non fa mai male: questo e ciò che attuano con impegno e dedizione i varesotti Arvind con questa seconda tape che ormai risale al 2004, anno in cui questo duo, capitanato da S.B. Daemon, era ancora attivo. In un momento in cui gli stereotipi e i paradigmi del black metal sono sempre più insostenibili e insopportabili a causa delle continue copiature e plagi diffusi, gli Arvind si rifanno sì agli antichi maestri, ma con una certa freschezza, interpretando e assimilando i trucchi del mestiere, per poi riproporre, in una struttura sonora oscura e coinvolgente, un classico black debitore a Darkthrone e Judas Iscariot. Una nota di merito va all’eccezionale sezione ritmica, la quale effettivamente dona forza espressiva al lavoro: varia, precisa, potente, sempre cangiante. Kunst si dimostra un batterista di eccellente livello, con passione, tecnica e tanta rabbia. Un’altra nota di merito mi sembra doverosa darla alla produzione, veramente oscura e catacombale. Le linee di chitarra sono taglienti e il basso accompagna in modo degno, seppur su un piano secondario, i brani: il tocco finale delle vocals arricchisce questo lavoro che, seppur mantenendosi su coordinate abbastanza tradizionali e a tratti prevedibili, si rivela un interessante acquisto che farà la felicità dei nostalgici della vecchia scuola. [NOTA: La recensione dava un voto di 65%, 6.5/10.]
[metalitalia.com] Nati inizialmente come solo project per volontà di S.B. Daemon, ma trasformatisi velocemente in una band a tutti gli effetti, i lombardi Arvind nel breve volgere di quattro anni si sono fatti conoscere grazie ad un’assidua partecipazione live, basti ricordare il recente supporto agli austriaci Belphegor in Italia ad aprile. Gli Arvind, pur suonando un black metal tradizionalissimo, si dimostrano capaci, sia in studio che in sede live, di curare nei minimi particolari qualsiasi dettaglio, produzione compresa. Produzione grezza, ma progettata in modo serio per esaltare in maniera giusta il black metal blasfemo che viene proposto e rappresentato. La band deve molto del proprio stile ai padri Darkthrone, quelli di “Transilvanian Hunger” soprattutto, e di conseguenza possono tornare alla mente anche gli Isvind di “Black Waters Stir”, specie quando si ascolta la lunga song d’apertura “A Demonic Wisdom”. La successiva “Sacrifice Of The Holy Lamb” è un lento e atmosferico incedere di una preparazione ad un sacrificio che si deve compiere. Bravi gli Arvind a saper creare una tetra atmosfera e ripartire al momento giusto risultando mai noiosi nonostante il loro songwriting sia standard e ripetitivo. Ci sono parecchi gruppi italiani, come anche i TOD ed altri che, piuttosto di cercare l’originalità a tutti i costi producendo lavori immaturi, osservano disciplinatamente i dettami fondamentali del black metal, omaggiando il genere con dei lavori tradizionali, ma suonati con dedizione musicale e spirituale. Gli Arvind appartengono proprio a questa schiera di band, e bisogna constatare che ascoltare ‘sempre la stessa musica’ non è poi una cattiva cosa se gli interpreti sono capaci ed ispirati. Nei momenti più feroci, e un po’ caotici, non si può non ripensare alla band di Infernus, ma alla band nostrana va dato atto di avere uno sviluppato senso per la forgiatura di main riff davvero interessanti e trascinanti. Una delle sorprese e promesse della nostra penisola, che deve crescere ancora, ma al momento va bene così. [NOTA: Metal Italia dava un voto di 7/10 a questa produzione.]
Il 10 Aprile 2004, gli Arvind aprivano un concerto organizato da Nihil Zine al Mac2 Rock Live Club - Schio (VI). L'articolo riguardante la serata veniva pubblicato sul sito di Metal Italia.
[metalitalia.com] Il duro compito di aprire la serata tocca ai comaschi Arvind, gruppo black metal con tanto face painting e sangue distribuito su corpi ‘ovviamente’ tatuati. La band parte subito spedita e propone il suo black metal di evidente ispirazione Marduk / Dark Funeral. La prestazione complessiva è veramente discreta perché al gruppo non manca né convinzione sul palco né la qualità dei brani; brani sparatissimi, ma che concedono dei rallentamenti interessanti pieni di pathos. Il cantante si sgola che è un piacere, ma piace sottolineare i suoni personali, che travalicano il classico, ormai superato, zanzarìo sonoro con chitarre che sembrano di nylon. Gli Arvind hanno una distorsione fredda ma anche corposa e dal suono abbastanza particolare, e questa è una qualità di non poco conto al giorno d’oggi. Un paio di brani sono veramenre godibili, peccato che il gruppo alla fine sfori il tempo a propria disposizione e venga brutalmente stoppato. I soliti inconvenienti dei concerti con più band, le solite situazioni che andrebbero evitate perché davvero poco professionali. Resta la buona impressione, sottolineata con un discreto numero di applausi dai presenti, ignari del fatto che questa sarebbe stata la migliore band black metal della serata…
I Belphegor erano in tour per supportare l'uscita di "Lucifer Incestus" ed avevano in programma tre date italiane:
- 9/4: Mephisto Club (Lu Monferrato, Alessandria)
- 10/4: Brunch live (Porto d’Ascoli, Ascoli)
- 11/4: Mac 2 Club (Schio, Vicenza)
Sembrerebbe peró che forse ne suonarono solo due (???) considerato che l'articolo che parlava degli Aravind a Vicenza il 10 aprile anziché l'11.


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