INTERVISTA #3 // NORSEFIRE: il loro debutto nel 2023 continua a suonare nel mio stereo!
Anche loro stampati dalla Kold Cave Production, anche loro un progetto proveniente dalla Sicilia, anche loro un progetto dedito a un black metal primordiale e di totale impatto. I Norsefire sono un progetto che vale davvero la pena ascoltare e scoprire, se ancora non aveste avuto il piacere di conoscerli. La Kold Cave ci ha regalato un'altra perla che non può essere dimenticata.
A distanza di un paio d'anni dalla pubblicazione sul web di "Magnificum Hoc Templum", scambiamo due parole con la band per sapere a che punto sono con un nuovo, possibile lavoro; se mai ci sarà un seguito.
Salve ragazzi e grazie per avermi concesso un pochino del vostro tempo. Che fine hanno fatto i Norsefire? Dopo il vostro primo demo, che suona ancora oggi nel mio stereo, non ho sentito poi altro. Ho notato, però, che il vostro Bandcamp non esiste più... che è successo?
Adolfo Ciao Roberto, grazie per il tuo interesse. È un onore per NORSEFIRE essere qui con voi. Siamo vivi e vegeti.
Sacrifice sta ultimamdo in questi giorni le vocals per "S.V. - Sanctitas Vestra, Sacra Virgo", il nostro nuovo lavoro. Mix e master saranno conclusi nel giro di poche ore dalla consegna delle linee. Spero dunque di poter dare notizia riguardo la data di release nel minor tempo possibile.
Abbiamo registrato interamente su tape e c'è molta più malignità ed oscurità rispetto "Magnificum Hoc Templum". L'estetica nel sound è un elemento fondamentale del genere. E sono entusiasta di ciò che abbiamo fatto.
Riguardo il nostro profilo Bandcamp: è stato sacrificato per far nascere quello di Obscura Vox Records. Quindi niente paura, perché siamo sempre noi.
Caspita! Non mi aspettavo una nuova registrazione e, chiaramente, non una su tape! Com'è stato lavorare con questo tipo di sistema analogico? Non credo sia stato troppo facile, considerata la forte dipendenza dal digitale dei giorni nostri.
Adolfo Considera che siamo nati e cresciuti nell'era del tape trading, quindi ci troviamo in perfetta sintonia con il supporto analogico. Registrare le linee su nastro mi ha dato la possibilità di tirare fuori un sound più pieno, diretto e ancora più grezzo rispetto a ieri, cosa che con la ricostruzione digitale non è possibile fare. Chiaramente, nel mix sono state tagliate quasi di netto le frequenze alte (dai 4k ai 20k), perché le ritengo orribili e totalmente inadatte all'espressione Norsefire, nonostante Balkan ne sia particolarmente avvezzo.
Anche le parti dungeon che troverai in apertura e in chiusura del nuovo lavoro (proprio come fu per "Magnificum Hoc Templum") sono state registrate attraverso una microfonazione basic e vintage.
È indubbio che la cassetta sia il miglior supporto d'espressione per il black metal in (quasi) tutte le sue forme; questa volta, però, volevamo utilizzarla anche per il fissaggio musicale in fase di registrazione.
Condivido il punto di vista riguardante la volontà di voler fare qualcosa di vicino alle radici del genere, soprattutto arrivando dall'epoca del tape trading. Non trovi, però, che oggigiorno, dopo il trend del vinile, si stia tornando a quello del nastro pur avendo una marea di poser che comprano cassette senza neanche possedere un mangianastri per poterle ascoltare? Ricordo lo stesso fenomeno quando ci fu il ritorno di fiamma del vinile, con persone che acquistavano il supporto in questione senza avere un giradischi a casa.
Adolfo Assolutamente sì, ma devo dirti che ultimamente mi trovi parecchio fiducioso riguardo alle nuove generazioni: vedo molto interesse, produttività e anche un pizzico di arroganza, cosa che, in fondo, non mi dispiace. Prima o poi acquisteranno un Reshow a 30 euro su Amazon e le ascolteranno, credimi sulla parola.
L'anaciclosi di mercato (vinile - CD - nastro - liquido - vinile - CD - nastro... e via dicendo) è un fenomeno che si sarebbe verificato inevitabilmente. E ti dirò: la rotazione è molto difficile oggi, perché la "ruggine digitale" ha danneggiato gli ingranaggi. Poco conta la qualità del grasso.
Riguardo ai nuovi canoni estetici: noto alcuni elementi introduttivi che, a dire il vero, non mi convincono minimamente, ma la provocazione è un linguaggio intelligente. E io, essendo molto legato al punk, li valuto con un minimo di tolleranza.
È vero che il rischio di dissacrare la fiamma e la sacralità ritualistica che il black metal deve obbligatoriamente portare è alto, ma il processo di distruzione fa parte del gioco tanto quanto la difesa della tradizione.
Per il momento pensiamo al fatto che le tapes vengano acquistate in massa, anche da possibili opfers. È il pensiero migliore.
Magari, pian piano, li vedremo acquisire forza, stile e serietà.

Per quanto riguarda il concept dietro un progetto come Norsefire, in quale direzione si muovono le lyrics? Per un sound come quello proposto dal vostro progetto, sicuramente non mi aspetto nulla di politicamente corretto o volutamente introspettivo e filosofico. Ergo, la mia intuizione è che anche il nuovo lavoro sarà particolarmente arrogante e prepotente.
Adolfo Credo che individuare e annichilire senza pietà alcuna il "politicamente corretto" sia un dovere etico di ognuno di noi, soprattutto quando si parla di musica estrema. Esiste un contesto di aggregazione preciso per gli ipocriti succhiac£$$o di cane che hanno bisogno di sentirsi migliori del prossimo attraverso l'iperbolizzazione "artistica" di tematiche perfettamente in linea con gli standard di repressione mondiale, e si chiama appunto Woodstock.
Possano andarci a fare in culo con tutte le scarpe, insieme ai loro amici fricchettoni, bacchettoni, ottusi e disagiati ignoranti.
Ci tengo a dire con assoluta serenità che NON siamo una band NSBM, tanto che la nostra iconografia e l'immaginario visivo che proponiamo sono parecchio lontani dal canone.
La politica è in assoluto una delle cose più noiose e arcontiche di cui la società non riesce (purtroppo) a liberarsi: pazienza, ciò non fa altro che nutrire il nostro nichilismo e l'inevitabile misantropia che giorno dopo giorno ci divora dall'interno. Non è compito dei Norsefire illuminare il cammino del prossimo; a quello possono pensarci i "figli di Adamo con la candidosi" di cui sopra. Adoro il cabaret.
Ci sono tre temi nel concept Norsefire: la morte nella sua forma terrena, lo spiritismo come pratica e Satana quale creatore e difensore del genere umano.
Il nostro immaginario visivo è dominato dai ruderi più antichi delle aree di campagna non urbanizzate, dalle case disabitate e dalle manifestazioni spiritiche.
Conosco Sacrifice da molti anni e ritengo sia in assoluto uno dei migliori artisti del genere in Italia, in grado di dar forma a questa triangolazione tematica. Lui ha carta bianca su tutto.
Il nuovo lavoro avrà, nella sua brevità, un tema principale: Satana nella carne.
Oltre a questo: fricchettoni e punkabbestia sono la peste nera e andrebbero usati come risorsa non rinnovabile durante l'inverno, ma il mondo non è giusto. Militia est vita hominis super terram.
Sacrifice Le mie liriche affondano le radici nel canone più autentico del black metal: un linguaggio che coltivo da oltre vent’anni. Più che una scelta estetica, la mia scrittura è una traduzione sistematica dell’inconscio; visioni nichiliste e oscurità interiore che prendono forma attraverso un filtro strettamente personale. Non descrivo il vuoto: lascio che sia il vuoto a parlare attraverso le mie immagini più profonde.
Mi accennavate prima di Obscura Vox Records: di cosa si tratta? Com'é nata l'idea?
Adolfo Obscura Vox Records è una delle tre label del mio negozio di dischi, Decibel Record Store, uno store online con spedizioni in tutta Europa, 100% nuovo (non tratto usato), dedicato principalmente ai titoli black e death più conosciuti di fine anni '80 e '90, alternative e punk d'importazione (Sub Pop, AWAL, ecc.) e un 10% pop/rock ed italiana riservata ai clienti della zona (è l'unico negozio di dischi nel centro Sicilia; dunque, per obbligo culturale fonografico, mi tocca accontentare anche i clienti più semplici e nostalgici).
Obscura Vox Records fa esclusivamente black metal e si occuperà del restauro e della pubblicazione dei nastri dimenticati delle band estreme del territorio siciliano e italiano; stamperà principalmente in tape (a proposito del discorso fatto più sopra) e avrà una copertura digitale con Bandcamp (ad esclusione dei Norsefire, che appariranno anche su Spotify e su tutte le altre piattaforme di distribuzione).
Ho accumulato vent'anni di esperienza nel mondo del publishing professionale, collaborato con molte etichette italiane nell'ultima decade della mia vita, realizzato e vidimato molte produzioni e offerto consulenza discografica, sacrificandomi spesso a vuoto per amore del culto. Chi mi conosce sa benissimo chi sono e quanto ho dato.
Oggi ho deciso di mettermi in proprio. Mi aspetto una risposta importante da parte di tutti.
Mi scuso per la pubblicità di riflesso, ma è stata consequenziale. Ho grande rispetto per la tua creazione, dunque spero di non creare un problema.
Quanto è difficile per Norsefire, ed anche chiaramente per il tuo Decibel Record Store, rimanere in vita in una regione come la Sicilia? Ed inoltre: pensate si riuscirà, in qualche momento, a metter a tacere chi continua ad inneggiare ad una fantomatica 'scena Mediterranea', considerata la mole di gruppi spettacolari che la vostra regione ha tirato fuori e continua a vomitare?
Adolfo Non conosco Agghiastru, ma conosco bene i suoi dischi. Questa è la visione che muovo. Sono cresciuto anch’io con "Addisiu" e determinati legami con gli "anni del fuoco" (per me tra la metà dei ’90 e i primissimi 2000) rimangono chiaramente indelebili. Ho imparato che spesso la parola "scena" ha più il sapore di setta che di scena, e che determinate larve astrali si sono perfettamente integrate nelle carcasse che abitano. Io, da individualista estremo (ci si prova) e da misantropo a senso unico, preferisco concentrarmi su un elegante distacco comportamentale, condito da abbondanti dosi di rispetto (anche se molti non lo meritano).
Posso dirti, con una notevole dose di entusiasmo, che mi piacerebbe non poco ristampare gli Ecatomb di Caltanissetta, i Thy Anthem Fades di Caltanissetta, gli Eta Carinae di Caltanissetta, gli Heretical di Caltanissetta (manco a dirlo), i Corvus Trucis di Caltanissetta (mai venuti alla luce: raw black metal con i controcoglioni e con membri degli Heretical), i Res Bellicae di Caltanissetta e i Total G di Caltanissetta; da "De Umbrarum Regni Novem Portis" (un capolavoro di estetica black metal) ad "Hymera", "Nel Tempo...", "A Total Fucking Black Metal Conspiracy" (masterpiece dell’underground) e tutte le rehearsal tra il 2008 e il 2012 con il sottoscritto al basso.
Mi sento in dovere di citare un caro vecchio amico venuto a mancare ormai quasi vent'anni fa, ossia Ars Nefanda: una ferita notevole che ha squarciato il tempo. Mi auguro che tutto possa essere realizzato in questo 2026. Per farlo, ci sarà naturalmente bisogno del consenso scritto degli autori e, fondamentalmente, di una massiccia dose di entusiasmo generale e di serietà — cosa che di certo non è mai mancata agli amici prima citati.
Citare i Mourning Soul tra le band è chiaramente d'obbligo, pur essendo nati a Piazza Armerina. Ma ho il piacere di condividere il linguaggio con Sacrifice, dunque penso sia chiaro che in famiglia ci si voglia bene. Di certo una loro tape la vorrei fare. E perché no portarli anche sulla distribuzione digitale mondiale. Penso "Chaosophy - Ritual II" è un capolavoro totale.
Tornando quindi alla mia domanda: quanto è difficile per Norsefire, e chiaramente anche per il tuo Decibel Record Store, rimanere in vita in una regione come la Sicilia?
Considerata la tua risposta riguardante le potenziali uscite in programma per il 2026, pensi si tratti semplicemente di entusiasmo, serietà e una sana dose di fortuna? Quanto é complesso portare avanti una band ed una label/distribuzione nel 2025 in Sicilia?
Per quanto riguarda poi la seconda parte della domanda precedente: ... pensate che si riuscirà, in qualche momento, a mettere a tacere chi continua a inneggiare a una fantomatica "scena mediterranea", considerata la mole di gruppi spettacolari che la vostra regione ha tirato fuori e continua a vomitare?
Capisco che ci siano numerose band a Caltanissetta degne di nota che tu voglia ristampare, ma pensi che prima o poi si riuscirà a far capire al pubblico italiano, e non solo, che in Sicilia esiste altro oltre agli Inchiuvatu e che ci sia molto di piú da scoprire e conoscere?
Adolfo Certo non è facile, ma neanche del tutto impossibile. Il problema dell’isola riguarda più la mentalità e lo sconforto generale autoindotto che l’isolamento di rete (e di conseguenza le possibilità economiche limitate). Ti faccio un esempio: quando tra il 2003 e il 2012 il Krossower di Scordia (un paesino del catanese) ospitò Enthroned, Dark Funeral, Impaled Nazarene, Mayhem, Death SS, Taake e tanti altri ancora, c'era un livello di entusiasmo generale altissimo che precedeva la linea organizzativa temporale di questi eventi. È logico che continuare a parlare con toni decadenti porti inevitabilmente a una fossilizzazione astrale, confinandoci nella bolla opaca.
Ogni cosa si costruisce (o si restaura, in questo caso preciso) pezzo dopo pezzo, mattone dopo mattone. Sarà un processo lungo e delicato, ma sono certo che con la giusta rieducazione — al mondo fonografico in primis — e con una mentalità positiva (anche forzatamente, perché no), si potrà finalmente ottenere una qualche stabilità. Purtroppo, nell'ultima decade e mezzo, non abbiamo avuto case in pietra antica, calde, robuste e durature, ma prefabbricati scadenti in lamiera fredda.
Riguardo al Decibel Record Store, il discorso è analogo: è necessario comprendere che il negozio di dischi è un presidio culturale in città, esattamente come una libreria o una biblioteca. Solo nei centri a bassa densità si pensa erroneamente che i dischi non vendano più, quando invece l'industria delle plastiche, dei nastri e dei supporti ottici è in rialzo già da cinque anni. Lo dico da sempre: chi ama la musica, la compra.
Si ha l’impressione che il digitale abbia sostituito la materia, quando invece ha solamente aggiunto un'altra forma di fruizione rapida (totalmente distruttiva). Ascoltare un album esclusivamente in digitale, senza poter interagire con la sua realizzazione fisica, è oggettivamente — per una moltitudine di aspetti (e per esperienza ti dico che ci vorrebbero cento pagine per spiegarlo, quindi lo faremo in sede privata se ne avrai il piacere) — come dialogare a bassa qualità con il fantasma di una persona che vorresti accanto.
Spotify, Amazon Music, Deezer e anche Bandcamp stesso (con le dovute riserve, perché si differenzia circa mezzo miglio dagli altri per le sue caratteristiche) hanno dato la possibilità di far scoprire in maniera immediata ciò che il sound di una band vuole comunicare a primo impatto, ma non riusciranno mai (e poi mai) a sostituire il valore totale di un’opera stampata, quindi venuta alla luce.
Ci tengo a sottolineare che questo discorso è scientifico e assiomatico, ha svariati argomenti a favore della tesi e non è certo una personale opinione nostalgica da poter contestare con la banalità paesana del: 'il mondo va avanti, adattiamoci alle novità'.
Per chiudere il cerchio, assolutamente sì: ci sarà presto modo di far scoprire in tutta Italia, e non solo, quanto l’isola sia stata e continuerà a essere fondamentale, oltre l’operato di Agghiastru. Norsefire e la sua scuderia non si fermeranno.
In conclusione, per chi ancora non conoscesse la band e il vostro operato, come descrivereste Norsefire e il prossimo lavoro in cantiere a una persona che potrebbe scoprire il vostro progetto per la primissima volta domani?
Adolfo Il nuovo lavoro è una perla black metal che non può essere affrontata con leggerezza. Ciò che NORSEFIRE porta è sacralità sul tema, tradizione e giustezza.
Siamo il passato inamovibile, le ossa più antiche nel cimitero, la rovina inevitabile, la casa abbandonata, il poltergeist del dolore traumatico, l'occulto silente, il maleficio di paese.
Con immutata stima. Adolfo e NORSEFIRE

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