INTERVISTA #2 // BLACKSTREAM: un ventennio di rumore e putridume sonoro!


Attivi da un ventennio e sempre pronti a sfornare rumore e spazzatura: come si può non continuare a supportarli dopo tutto questo tempo? I BlackStream, guidati da Mephisto the Anti-Priest e Occultus Rex, sono uno di quei nomi che solo i seguaci dell'underground più estremo conoscono. Parliamo di due musicisti che hanno dato vita a entità fondamentali della scena nazionale come Orgiastic Pleasures e Merciless Onslaught, cimentandosi anche in progetti estremi non prettamente legati al mondo del Black Metal.

Oggi, in occasione del loro anniversario e dell'uscita di un nuovo e interessantissimo split, scambio due chiacchiere con Mephisto ed Occultus Rex su ciò che bolle in pentola.
Ciao carissimi, come va?
Grazie per avermi concesso un po' del tuo tempo. Ci siamo già sentiti in video non molto tempo fa, ma mi sembrava doveroso "romperti le scatole" ancora una volta, visto che non vi fermate mai. Ho visto recentemente l'annuncio dello split con i finlandesi Witchcraft, intitolato "House Of Sacrilege", in uscita a brevissimo in formato LP 12" per l'olandese WolfKult Religion. Oltretutto, avete appena festeggiato vent'anni di attività! Cosa puoi raccontarmi del nuovo lavoro e, soprattutto, come ci si sente ad aver raggiunto il traguardo delle due decadi portando avanti una simile, monumentale dose di putridume sonoro?
 Mephisto  Ave a te, Rob, grazie di nuovo per lo spazio che ci concedi! È sempre un piacere chiacchierare con te. Sì, ormai abbiamo raggiunto le due decadi di presenza... in questa dimensione! Nonostante uno 'hiatus' lungo un decennio (ma la bestia non è mai morta... eheh), per risponderti alla seconda parte della domanda, possiamo dirti che abbiamo sempre un sacco di idee che potrete sentire nelle prossime uscite.
Nonostante i vent'anni di attività, ci sentiamo freschi e la nostra mente musicale e creativa non è mai stata così operosa! Il nuovo lavoro, lo split LP con i Witchcraft, è a breve in uscita, come tu stesso hai accennato, e raffigura sicuramente quella che è la dimensione Blackstream attuale: una creatura nata dalla cultura DIY, intrisa di occultismo e mistero, senza perdere la sua visione sperimentale e senza tradire il marciume e la vecchia scuola, ovvero le nostre preferenze musicali.
Il vostro sound, battezzato 'synthetic black metal', racchiude sicuramente molto modernismo, eppure quel sentore di muffa e degrado è sempre lì presente! A livello d'immagine ho poi notato come vi siate — anche in questo caso, considerando il flyer dello split con i Witchcraft — rifatti al vecchio immaginario occult, horror, giallo e weird. Come pensi che questo tipo di estetica possa sposarsi con ciò che i BlackStream propongono?
 Mephisto  Io (Mephisto) sono un grande appassionato del cinema horror di serie b... c... e z! Soprattutto delle pellicole più lerce, sovrannaturali e a tematica occultistica.
 Occultus Rex  Sin dalle prime release come duo, ci siamo spostati dalla violenza iconoclasta a un immaginario e un interesse per il mondo del mistero e dell'occulto, e ci ha accompagnato sino ad ora. Oltre a ciò, arricchiamo il tutto con i nostri viaggi mentali, viaggiando in mondi paralleli. A nostro avviso, l'estetica si sposa perfettamente con il nostro suono, poiché quei film e quelle produzioni — essendo low budget e lo-fi — vanno di pari passo con la cultura DIY che ci ha sempre caratterizzati.
Parlatemi del vostro approccio DIY: cos'è per voi far musica in questo modo anarchico? Eppure, immagino sia un approccio ben specifico, considerato che penso abbiate trovato un vostro modo di comporre che necessita di un certo iter, sia in fase di scrittura che in quella di produzione. Pensate, inoltre, che ci sia un ritorno a questo tipo di naturale ripudio della modernità nella musica estrema?
 Mephisto  BlackStream può orgogliosamente affermare di non aver mai messo piede in uno studio di registrazione. La nostra scelta radicale di suonare sporchi, DIY e artigianali è una precisa direzione stilistica, coerente sin dal principio e filo conduttore di tutta la nostra storia. In questo modo manteniamo il pieno controllo sulle atmosfere assurde e surreali che vogliamo creare.
È facile intuire che, con un classico fonico 'impostato' e strumentazione 'di alto livello', si farebbe fatica a uscire dai soliti schemi: una prospettiva impensabile per i BlackStream, poiché snaturerebbe la nostra filosofia. Vogliamo offrire all’ascoltatore una visione unica, ma soprattutto esprimere la nostra follia in totale libertà. Dopo svariati anni, il Black Metal mondiale è finalmente tornato a visioni underground, rompendo i soliti noiosi schemi con produzioni sporche, oscure e folli.
In Italia, invece, ci sembra di assistere — salvo rare eccezioni — alla solita stagnazione: produzioni 'infiocchettate' e monotone, con ben pochi che osano proporre qualcosa di davvero diverso e malato.


Credi che l'Italia abbia smesso di osare, dimenticando l'eredità dei grandi nomi nazionali (ti citerei gruppi come i Sagatrakavashen o i Black Prophecies come gruppi di pionieri che pochi conoscono)? Sembra la solita vecchia storia: ci sono molte realtà valide che non trovano sbocchi, nonostante il pubblico cerchi sempre più spesso sonorità underground e poco esplorate. Potrebbe essere questo il motivo per cui i BlackStream trovano più riscontro all'estero che in Italia?
 Mephisto  Probabilmente è così: in Italia non c'è una vera cultura 'esplorativa', ma si tende sempre a svolgere il 'compitino' e spesso ad ascoltare o produrre a compartimenti stagni. È la cultura di fondo del Paese, che è sempre stato di base incline al melodramma e all'accademico. Nonostante tutto, e nonostante l'assenza cronica di una cultura rock nel nostro Paese, ci sono delle eccezioni, anche pionieristiche: come ad esempio i nomi da te citati o, più genericamente, nomi storici come Death SS, The Black, ecc., che sicuramente sono più apprezzati all'estero che in Italia.
Sulla questione della composizione a compartimenti stagni non posso che darti ragione. Arriva il nuovo progetto estremo mainstream che vende un pochino di più? Allora tutti a voler suonare quel tipo di musica e in quel modo (inclusi i nomi sacri da te citati, se penso per esempio alla fase industrial dei Death SS).
Per carità, non dico che non serva trarre ispirazione ma, ad un certo punto, non diventa tutto un po' banale e pacchiano? Non la trovi una mancanza di personalità?
Nel vostro caso, dove cercate di trovare il vostro equilibrio? Tu, Mephisto, hai collaborato con gruppi avanti anni luce nel corso del tempo, eppure sei sempre stato lontano dai riflettori. Come fate, con BlackStream, a rimanere fedeli all'idea di libertà artistica dopo tanti anni?
 Mephisto  D'accordo con te, sono comunque dinamiche che si sono sempre viste nel mondo della musica, in base ai trend del momento e a quanto meglio si "venderebbe" a ripetere ciò che va nel mainstream, ecc. PS: onestamente adoro anche quel periodo dei Death SS; suonavano sicuramente più industrial (che "andava"), ma sempre con la loro personalità, atmosfere e tematiche occulte.
Tornando a noi, come BlackStream il nostro obiettivo è quello di fare musica che colpisca per significati, atmosfere assurde ed emozioni, piuttosto che per "buona esecuzione" o nel fare proselitismo nella cosiddetta scena. La nostra radice punk old school ci spinge a rifuggire i trend da sempre; siamo istintivi e, di conseguenza, incidiamo ciò che al momento ci frulla per la testa. Come duo siamo ormai ben collaudati e sappiamo far convergere le nostre idee in tal senso.
Certi artisti sono molto selettivi in ciò che vogliono registrare, mentre altri sono – a mio modo di vedere – fin troppo produttivi, registrando qualunque cosa e non avendo sempre un impatto qualitativo degno di nota.
Come navigano, quindi, i BlackStream questo tipo di situazioni? E come avete lavorato su quest'ultimo set di brani, pensando al nuovo split con i finlandesi Witchcraft? Considerato il vostro affiatamento e il modo in cui lavorate, cosa vi ha fatto decidere quali idee e brani fossero validi per questo lavoro rispetto ad altri?
 Mephisto  Solitamente, quando abbiamo un'idea, la registriamo appena possibile; ovviamente dopo aver discusso o "giocato" con un concetto o un viaggio mentale. Ogni pezzo ha la sua storia, una sua dimensione e una potenza diversa in base al messaggio che vogliamo mandare. Insomma, seguiamo l'ispirazione e, appunto, i nostri viaggi mentali.
Per quanto riguarda le tracce che troverete sullo split con i Witchcraft, abbiamo messo assieme dei brani registrati nell'ultimo anno e mezzo suppergiù, tra cui una rivisitazione di un pezzo uscito precedentemente solo su una promo-tape; tutte intervallate da un intermezzo atmosferico/orrorifico. Ciò che sentirete è la sostanza primordiale di BlackStream, destinata a espandersi in futuro. Possiamo quindi dire che in questo split è già presente tutto ciò che Blackstream è oggi e ciò che diventerà nelle prossime release.


Tanti musicisti, a un certo punto della loro carriera, mollano non per mancanza di mezzi, ma per carenza di supporto. Voi, invece, siete presenti da una vita e, insieme a veramente pochi altri in Italia, potete vantarvi di essere riusciti a ritagliarvi un piccolo spazio in un mondo molto nascosto e di nicchia. Quant'è importante per i BlackStream l'appartenenza a un circuito underground e di fedelissimi a un certo livello di sporcizia sonora?
 Mephisto  La musica dei BlackStream è ciò che noi stessi vorremmo ascoltare; per questo motivo, non cerchiamo un consenso di tipo "generalista". Preferiamo il supporto sincero di chi apprezza e comprende la nostra visione, dato che la nostra proposta è di nicchia. Ciononostante — fatta eccezione per l'Italia, come già accennato — abbiamo ricevuto molti apprezzamenti, soprattutto dall'estero, da parte di chi adora il nostro lavoro. In ogni caso, siamo convinti che il primo sostegno debba venire da dentro di noi, perché crediamo profondamente in quello che facciamo.
Proprio da questo punto di vista, penso che molti giovani al giorno d’oggi abbiano "problemi di autostima". Non si tratta di qualcosa di nuovo, anzi: è una storia vecchia come il genere umano. Quale sarebbe il vostro consiglio per le nuove leve, considerando i vostri anni di attività e il vostro core concept che non può essere dato per scontato?
 Mephisto  Semplicemente suonare ciò che l'istinto comanda: senza badare a piacere al pubblico, ma seguendo ciò che fa veramente parte della propria essenza. La gioventù è il periodo nel quale si forma il carattere e si buttano fuori le proprie "incazzature" col mondo.
Nel nostro mondo servono più giovani "incazzati" e meno "accademici"; più cuore e voglia di dare la propria impronta personale, senza pensarci su troppo.

Comments